Intervento On. Teresio Delfino in Commissione Giustizia su nuova organizzazione tribunali COMMENTA  

Intervento On. Teresio Delfino in Commissione Giustizia su nuova organizzazione tribunali COMMENTA  

Teresio DELFINO (UdCpTP) osserva come la riforma in esame sia molto complessa e si proponga di ridefinire una nuova organizzazione dei tribunali secondo criteri oggettivi e omogenei.

Sottolinea peraltro la necessità pratica di analizzare dettagliatamente e con attenzione i tribunali da sopprimere, tenuto conto del fatto che molti dei Tribunali di cui si propone la soppressione occupano i primi posti nella graduatoria di buon funzionamento. Rileva, in particolare, come i tribunali della provincia di Cuneo costituiscano un importante patrimonio di servizio ai cittadini e alla comunità locale. Andrebbe quindi valutato con grande attenzione il loro ruolo prima di sacrificarli nella convinzione, molto opinabile, che la crescita dimensionale dei Tribunali realizzi immediati miglioramenti del servizio e positivi contenimenti della spesa.

Osserva come la soppressione della giustizia di prossimità sia una scommessa che desta forti perplessità: gli obiettivi della riduzione dei costi e del recupero di efficienza vengono valutati da molte fonti in causa come estremamente aleatori, mentre risultano sicuri e certi l’aumento dei costi sociali per le comunità che saranno private degli uffici giudiziari, con un elevato rischio di comprimere i diritti del cittadino all’amministrazione della giustizia. Sottolinea quindi come altre e più incisive riforme nel comparto giustizia dovrebbero essere realizzate per far crescere la fiducia dei cittadini, che richiedono da decenni, una giustizia più rapida ed efficiente.

Tornando ai tribunali della provincia di Cuneo rileva come anche dall’analisi realizzata dal Consiglio nazionale forense emerga che essi rispondono ad un’amministrazione della giustizia a misura dei cittadini e delle imprese. Per la provincia di Cuneo, pertanto, la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri appare, nel suo complesso, indiscriminata, lontana dai criteri della delega. La loro soppressione è stata oggetto di valutazioni molto approfondite a livello di enti locali, comuni, province, ordine degli avvocati, istituzioni giudiziarie, associazioni economiche, che hanno giudicato negativamente la proposta del Governo.

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Si sofferma, in particolare, sulla soppressione del tribunale di Saluzzo che comporterebbe un notevole aggravio per i cittadini di questo vasto territorio, dovuto soprattutto alla maggiore difficoltà di accedere ai servizi; le distanze rischierebbero di essere raddoppiate con gravi disagi soprattutto per gli utenti che devono servirsi di mezzi pubblici. Si avrebbe, inoltre, un ulteriore aggravamento del carico di pendenze civili, penali, esecutive a danno di strutture già congestionate. Tutto ciò determinerebbe l’eliminazione di un centro giudiziario efficiente – sede di un importante istituto penitenziario – nel quale si sta da tempo sperimentando il «processo civile telematico» per una maggiore rapidità della macchina giudiziaria; nonché ripercussioni negative anche sull’organizzazione del carcere saluzzese con un conseguente aumento dei costi relativi al trasferimento dei detenuti nelle altre sedi.
Osserva come le ragioni del mantenimento ed anzi del «potenziamento» del predetto tribunale sarebbero molteplici. Evidenzia, in particolare: l’estensione e specificità territoriale del suo circondario; l’economicità dei costi di struttura; la produttività economica; la possibilità di un suo ampliamento, confermata dal comune, in vista di possibili accorpamenti di altri territori; l’efficienza e modernità dell’ufficio grazie all’avvenuta integrale attivazione del processo civile telematico in tutte le materie (unico piccolo tribunale in Italia); la produttività dell’ufficio; l’esistenza di un’importante struttura carceraria; la presenza di rilevanti attività economiche sia industriali che agricole.
Ritiene che sarebbe, altresì, necessario inserire quei correttivi che tengano conto, presidio per presidio, di parametri oggettivi quali il rapporto con il territorio, la velocità di smaltimento delle pratiche, la durata delle cause, la presenza di carceri, i costi e i ricavi, onde consentire la più efficace amministrazione della giustizia calata nel territorio e nelle concrete realtà dei cittadini e delle imprese.
Nel concludere ricorda come la scelta di sopprimere le sedi giudiziarie di Saluzzo, Mondovì e, sia pure per qualche anno, Alba, non sia in realtà una novità da ascrivere a questo Governo, trovando un precedente nella modifica della geografia giudiziaria voluta da Benito Mussolini con motivazioni non dissimili nella sostanza da quelle attuali.

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