INVESTIRE SULLE QUOTE ROSA COMMENTA  

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I recenti sondaggi hanno rivelato l’efficacia del ruolo femminile in azienda. Le analisi di due colossi,  McKinsey e Ernst & Young, dimostrano come la presenza di ruoli femminili dirigenziali garantisca utili più alti rispetto alla leadership maschile.  Ma quante società sono disposte ad aprire le porte alle donne ?

Michelle Bachelet, Direttore delle Nazioni Unite, in occasione della conferenza stampa a New York,  chiede provvedimenti legislativi a favore delle pari opportunità. Secondo le indagini statistiche i paesi europei non hanno favorito l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Nel 2012 solo una donna su 7 copre ruoli dirigenziali e rispetto al 2010 i dati non sono confortanti:  14% delle donne rispetto al 10% nel 2010.


L’anno scorso la Commissione Europea ha spinto le aziende a incrementare le assunzioni di dirigenti femminili, con l’obiettivo di raggiungere il 20% nel 2015 e il 40% nel 2020.

 I paesi aderenti al progetto sono in gran parte nel Nord Europa: in Finlandia la presenza femminile ai vertici dei cda tocca il 27%, in Francia il 22%. L’italia, all’ultima della classifica e non in linea con il piano europeo, ha investito solo  il 6,7% sulle quote rosa.

Una cifra risicata, tenendo in considerazione gli altri paesi. Alcuni paesi del Nord hanno incentivato l’equilibrio tra uomo e donna: un esempio  è la Danimarca con l’elezione del primo ministro Helle Thorning Schimdt con un team di 23 ministri giovani e di maggioranza femminile.

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  Spagna, Paesi Bassi e  Francia hanno varato leggi a favore delle quote rosa e l’Italia pur essendo un paese europeo perché non aderisce?

 

 

Stefania Ditta

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