Ior: il successore di Gotti Tedeschi è il “tedesco” Ernst von Freyberg

Roma

Ior: il successore di Gotti Tedeschi è il “tedesco” Ernst von Freyberg

A sorpresa è stato designato il nuovo presidente dello Ior, che non sarà il belga Bernard De Corte, dato per favorito nella corsa al prestigioso incarico, ma il tedesco Ernst von Freyberg. A dire il vero nei giorni passati la probabile elezione di De Conte era stata smentita da padre Lombardi: in lizza per il posto c’era pure il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Antonio Maria Marocco, uomo di punta di Bertone che lo aveva portato nel consiglio di sovraintendenza della banca vaticana.

La comunicazione è stata data ieri mattina calla Commissione cardinalizia di vigilanza dell’istituto per le opere pie, che ha provveduto alla nomina ( la decisione finale spetta comunque al Papa), che può nominare e rimuovere a piacimento chiunque, anche se in realtà il Pontefice è condizionato nelle sue decisioni dagli equilibri interni in Vaticano tra i vari gruppi ,quali ad esempio Comunione e Liberazione e Opus Dei che vantano parecchi porporati tra i loro membri.

Fatta questa doverosa premessa, potrebbe pure accadere che il 28 febbraio, ultimo giorno del suo pontificato, Benedetto XVI decida di attuare un rimpasto parziale o totale della Commissione cardinalizia di Vigilanza presieduta da Bertone.

Von Freyberg è un avvocato di 55 anni che in passato ha lavorato come analista per la Three Cities Research, appartenente al gruppo Bemberg; l’uomo è altresì socio fondatore e direttore generale della Dc Advisor Partners di Francoforte, dirigente dell’Ordine dei Cavalieri di Malta in Germania, attivo organizzatore dei pellegrinaggi a Lourdes e per finire, presidente del Cantiere navale Blhom-Vhoss Group di Amburgo che si occupa della progettazione di navi e fregate: al momento ne sta costruendo quattro per la marina tedesca. Il tedesco si dividerà fra Roma ( tre giorni alla settimana) e Francoforte, anche se ha precisato che si dimetterà da tutti gli altri incarichi, ad eccezione del volontariato per i Cavalieri di Malta.

La nomina è arrivata dopo mesi di ricerca in cui l’agenzia Spencer & Stuart di Francoforte, ha valutato profili professionali di alto livello per dare alla nomina del nuovo banchiere di Dio, l’impronta dell’imparzialità e della competenza.

Tirare in ballo l’agenzia di recruitment , come principale protagonista della selezione, in realtà è servito a smorzare le tensioni fra Bertone e gli altri cardinali per la nomina del successore di Gotti Tedeschi, licenziato in tronco otto mesi fa perché , secondo le parole del camerlengo“ inadeguato a svolgere il proprio compito”. A dire il vero il banchiere, legato al gruppo spagnolo Santander, aveva difeso la legge italiana anti riciclaggio,( tanto invisa a Bertone)ed era stato troppo loquace sia con i media sia con la magistratura, cui aveva rivelato l’esistenza di conti segreti dello Ior attribuibili a cittadini e politici italiani.

La mancata elezione di De Corte è un duro colpo per Bertone, che non essendo tra i diretti favoriti alla carica, sperava nell’elezione di un suo uomo, ma avrà comunque l’occasione di rifarsi tra una settimana dal momento che è previsto un rimpasto all’interno della Commissione Cardinalizia di vigilanza dello Ior, organo che dipende direttamente dal Papa.

Se riuscirà a piazzare uno dei suoi fedeli, uno su tutti il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Arpa, Bertone avrà modo di continuare a manovrare dall’alto e a suo piacimento il delicato meccanismo.

Oltre a Bertone, che ne è presidente, fanno parte della Commissione l’indiano Telesphore Placidus Toppo, il brasiliano Odilo Pedro Scherer, il francese Jean-Luis Tauran e l’italiano Attilio Nicora. Secondo indiscrezioni il camerlengo Bertone vorrebbe liberarsi degli ultimi due, con i quali si è da sempre scontrato aspramente.

Sono note soprattutto le tensioni con Nicora, ideatore dell’8 per mille e capo dell’Autorità Antiriciclaggio, istituita da Benedetto XVI per adeguare il Vaticano agli standard internazionali. Bertone non aveva mai approvato l’adozione di norme per la trasparenza e cercò di ridurre i poteri dell’Aif di Nicora. L’episodio scatenante accadde nel 2010, quando la Procura di Roma sequestrò 23 milioni di euro depositati dallo Ior sul Credito Artigiano con l’ipotesi di violazione della normativa antiriciclaggio: Il camerlengo non gradì affatto la cosa e cercò di insabbiare la vicenda.

Tale mossa non venne affatto gradita dall’organismo del Consiglio d’Europa Moneyal, che non permise al Vaticano di entrare nella lista dei paesi virtuosi e alla fine Bankitalia spense i bancomat del Vaticano ( oggi riaccesi) , gestiti dalla Deutche Bank. Lo scorso luglio, proprio per allontanare le accuse di coinvolgimento in operazioni di riciclaggio, il vaticano aveva chiesto e ottenuto per lo Ior una promozione con riserva e l’elezione di De Corte, che in passato ha lavorato in società di investimento, avrebbe garantito una gestione di basso profilo, proprio secondo i piani del losco vaticanista Bertone.

Interessante ricordare che nel 2005 Angelo Caiola, alla morte di Wojtyla si dimise dalla banca, ma venne confermato e rimase in carica fino al 2009.

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