Iran, il governo arresta giornalisti riformisti: «Spie dell’Occidente»

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Iran, il governo arresta giornalisti riformisti: «Spie dell’Occidente»

«Secondo informazioni certe, purtroppo alcuni giornalisti cooperano con gli media occidentali ostili e con gli antirivoluzionari». Con questa dichiarazione, espressa dal portavoce del ministero della giustizia, Gholam-Hossein Mohseni Eje, e riportata da Repubblica, il governo iraniano ha disposto l’arresto di circa 40 reporter, a seguito di perquisizioni nelle sedi delle testate giornalistiche.

Kaleme, sito di opposizione al regime del presidente Mahmud Ahmadinejād (nella foto), ha rivelato che le perquisizioni sono state condotte da agenti dei servizi di sicurezza in borghese, i quali avrebbero anche minacciato i giornalisti sul posto.

Gli agenti governativi hanno arrestato i reporter con l’accusa di spionaggio e collaborazione con forze antiregime e con i paesi occidentali e facevano parte delle redazioni di importanti testate riformiste: Shargh, Bahar, Etemad e Arman.

L’ondata di arresti arriva a meno di 4 mesi dalle presidenziali. Dal 2000 sono oltre 120 le testate riformiste chiuse e decine i giornalisti imprigionati con l’accusa di insulto alle autorità, una situazione drammatica confermata dal Committee to protect journalist (Cpj), che nel suo report annuale sui giornalisti incarcerati nel mondo ha messo l’Iran tra i primi tre stati per repressione della libertà dei media.

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