Irlanda: Parlamento sì all’aborto, solo se madre è in pericolo

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Irlanda: Parlamento sì all’aborto, solo se madre è in pericolo

Alcune manifestanti fuori dal Parlamento irlandese

La Repubblica irlandese, per la prima volta nella sua storia, ha detto sì all’aborto – ma solo nel caso in cui la vita della madre sia in pericolo –. Il Parlamento ha approvato il testo con 127 voti favorevoli e 31 contrari, infrangendo una barriera cattolica che sino ad ora aveva impedito la possibilità legale di interrompere la gravidanza. Non sono mancate le polemiche dei gruppi pro-life e quelle dei sostenitori del diritto femminile su tale scelta. I gruppi, alimentati dal fervore religioso oltre che a quello umano, hanno manifestato sotto il Parlamento con cartelli fatti in casa: stile anni sessanta americani. E’ da circa vent’anni che nel Paese dell’arpa si discute sulla legalizzazione dell’aborto, ma questa volta, dopo un episodio avvenuto nel novembre del 2012, in cui una giovane madre era morta per subentrate complicazioni mediche, vedendosi rifiutare l’interruzione del parto da parte dei medici, il Parlamento ha pensato bene di abbassare lo scudo della morale e legalizzare l’interruzione della gravidanza «solo se la madre è in reale e quantomai possibile pericolo di vita».

Un ultima cosa: per la ragazza morta in ospedale (dopo i dovuti esami e accertamenti) non si trattava di un parto ma di una falsa gravidanza. Ogni passo verso la libertà di scelta porta sempre con se delle vittime, molto spesso innocenti e suddite di un sistema o, come in questo caso specifico, di un precetto religioso più che etico.

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