Irlanda, via le monete di uno e due centesimi: produrle costa più del loro valore

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Irlanda, via le monete di uno e due centesimi: produrle costa più del loro valore

Le diamo ai figli che, con orgoglio, le infilano nei salvadanai, oppure le infiliamo noi nei piccoli box per le raccolte fondi che troviamo sui banconi dei bar e di certi negozi. Sono le monetine da uno e due centesimi di euro, quelle che nessuno vuole, perché deformano i portafogli, riempiendoli di un peso che, per avere un qualche valore, seppure piccolo, deve essere davvero enorme.

Un caffè? Cento monete da un centesimo. Un giornale? Centocinquanta monete da un centesimo.

Finisce insomma che quelle monete, invece che detenerle con gelosia, cerchiamo di disperderle il più lontano possibile da noi, perché non servono, non aiutano e infastidiscono in modo insopportabile. Come annotato di recente da Davide De Luca sul Post, pare esistano studi della Commissione Europea che attestano senza remora alcuna come interi lotti di monete di piccolo taglio siano spariti dalla circolazione.

Come noto in tutti i paesi dell’Eurozona, produrre una moneta da un centesimo costa 1.65 centesimi, produrre quella da due centesimi costa 1.94.

Illogico, non c’è che dire: per quale motivo una società dovrebbe sobbarcarsi l’onere di produrre monete che rappresentano un valore economico inferiore a quello necessario per produrle? La risposta esiste, in effetti, e per trovarla bisogna scavare indietro nel tempo fino al momento in cui, dalle monete nazionale, si sta per passare all’euro e il problema è la corretta conversione dei prezzi. Impossibile che un prezzo intero in lire o franchi o marchi corrisponda ad un intero in euro, quindi via alla produzione di monetine in grado di garantire all’acquirente di non incontrare ostacoli verso la strada del pagamento del giusto prezzo, e non di uno approssimato per eccesso dai commercianti.

Ora, però, l’esigenza di ottimizzare la spesa pubblica, anche e soprattutto a vantaggio dei cittadini, sembra essere divenuta di gran lunga prevalente, tanto che l’Irlanda ha deciso di togliere dalla circolazione le famigerate monetine. I negozi irlandesi saranno infatti fra breve invitati ad arrotondare tutti i prezzi facendo riferimento ad un’unità minima di cinque centesimi, dando così seguito a quella che sembra essere una volontà popolare, fotografata a Wexford mediante un apposito studio, dal quale è risultato che l’83% dei cittadini e il 100% dei commercianti sono favorevoli all’eliminazione delle monete da uno e due centesimi.

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