Israele, Netanyahu ribadisce lo status quo alla Spianata delle Moschee COMMENTA  

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Non accenna a ridursi la tensione in Israele e, fra arresti e nuovi morti, è stato il primo ministro Benjamin Netanyahu a tentare di calmare le acque.


L’altro ieri in Cisgiordania sono stati arrestati dalle forze dell’esercito israeliano 44 terroristi palestinesi ricercati da tempo. L’operazione ha anche portato al sequestro di armi e munizioni in grande quantità. Nel frattempo è deceduto Richard Leikin, il 76 enne cittadino israeliano che pochi giorni fa era rimasto ferito in modo grave nel corso di un attentato ad un autobus nel quartiere di Armon Ha Natziv. Circa 20 mila israeliani hanno intanto deciso di fare causa a Facebook per non avere, “intenzionalmente” secondo loro, rimosso dalle pagine del social diversi appelli palestinesi alla guerra contro Israele. Sono infine 300 gli studiosi britannici che hanno sottoscritto una lettera pubblica in cui dichiarano che non prenderanno parte a eventi accademici in Israele perché turbati “per l’occupazione illegale israeliana dei territori palestinesi, per le violazioni intollerabili dei diritti umani inflitte a tutto il popolo palestinese e per la sua apparente determinazione a resistere a qualsiasi soluzione fattibile”.


Nelle ultime ore è stato però il fronte della politica interna quello più caldo, con le dichiarazioni del viceministro degli Esteri Tzipi Hotovely, che in televisione ha espresso il “sogno di veder sventolare la bandiera di Israele sulla moschea di Al Aqsa”, ribadendo che il Monte del Tempio (cioè, per i musulmani, la Spianata delle Moschee) è “il luogo più sacro per il popolo ebraico”.


“La politica del governo israeliano sul Monte del Tempio è stata espressa dal primo ministro sabato sera e nulla è cambiato”, è stata la risposta ufficiale del governo, “il premier ha già chiaro che si attende che tutti i membri del governo vi si attengano”. Netanyahu, lo scorso fine settimana, aveva ribadito di voler mantenere lo status quo in merito alla situazione della Spianata delle Moschee.

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La contro replica di Tzipi Hotovely è stata pressoché immediata. La ministra ha chiarito di avere espresso “opinioni personali che non riflettono la linea del governo” e ha ribadito il proprio impegno “ad applicare la politica affermata dal primo ministro che ha dichiarato che non modificheremo lo status quo”.

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