Istat, numero dei lettori in calo

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Istat, numero dei lettori in calo

Che l’attitudine alla lettura fosse in forte calo era un dato assodato da parecchi anni ormai, ma il fatto che questa semplice caduta fosse maturata in una vera e propria picchiata, al contrario, costituisce uno scenario dal quale i più acculturati tentavano di fuggire. La tanto temuta notizia è arrivata dall’Istat che, ancora una volta, con i suoi freddi ma rigorosi calcoli ci rammenta di quanto la passione italiana per la lettura stia rapidamente scemando.

Le statistiche

L’Istat ci conferma che, nel 2011, legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 54% delle persone in eta’ scolare, mentre il 45,3% si dedica alla lettura di libri. Tuttavia è proprio su quest’ultima statistica che si manifestano i primi tentennamenti; la percentuale del 2010, infatti, ammontava al 46,8%. In netto calo anche la percentuale dei cosiddetti “lettori forti” – più di dieci libri all’anno – precipitata dal 15,1% del 2010 a un misero 13,8% del 2011. I giovani tra gli 11 e i 14 anni, pur restando i lettori più accaniti, sono scesi dal 65,4% al 62,0%.

Una nota positiva

Brutto periodo per i libri. Fortunatamente, però, a risollevare questa marcata crisi editoriale sono entrati in gioco i musei che hanno visto una maggiore affluenza rispetto al 2010. Particolare questo che compensa, in parte, la carenza letteraria dell’ultimo anno grazie a una riscoperta e un maggiore apprezzamento del patrimonio storico e artistico italiano. In positivo anche il trend degli spettacoli dal vivo, altro segmento caratteristico della nostra cultura.

Di chi è la colpa?

Ogni volta che si incappa in un problema, come da manuale, si va alla ricerca di una soluzione; tuttavia per giungere a una soluzione è indispensabile, prima d’ogni altra cosa, stabilirne la causa. Eccoci, dunque, al fantomatico quesito: di chi è la colpa? O meglio, a voler essere più precisi, esiste davvero un colpevole? In un periodo di crisi oltre che economica, mi si conceda il termine, anche di valori, siamo davvero certi che il mercato e, prima ancora, la passione per i libri possa rimanere immutata? Certo, molte persone – fra le quali anch’io mi schiero con fierezza – non potranno mai fare a meno del fascino e della cultura dei nostri cari “amici” in formato cartaceo; eppure, l’immediatezza e la praticità di altri settori sembrano, in questo momento, avere il sopravvento.

La soluzione sarebbe una maggiore sensibilizzazione alla lettura – soprattutto nei confronti dei giovani e dei giovanissimi – quale strumento di crescita culturale e, perché no, anche personale. E chissà, come nel 2011 i turisti italiani hanno maturato una certa predilezione nei riguardi di musei e rispettive opere d’arte, un giorno gli italiani valorizzeranno di più la riscoperta della letteratura e, più in generale, della lettura. Anche se il presente appare tutt’altro che roseo non è d’obbligo guardare al futuro con timore; come avrebbe detto Lao Tzu, infatti, “Invece di maledire il buio è meglio accendere una candela.”

Filippo Munaro

 

 

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