Italia ancora sotto osservazione sui mercati

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Italia ancora sotto osservazione sui mercati

Operatori di borsa
Operatori di borsa

L’Italia continua ad essere sotto osservazione sui mercati. E arriva qualche segnale non confortante, sotto questo punto di vista. Come era già successo per l’asta tenuta ieri, oggi il Tesoro ha dovuto garantire tassi più alti di quelli registrati a marzo, per poter collocare i vari titoli emessi. Sui tre anni, infatti, l’Italia ha dovuto garantire un tasso del 3,89% rispetto al 2,76%. Se pure si tratta di tassi relativamente bassi, in termini di rendimenti reali, al netto quindi dell’inflazione, a preoccupare è soprattutto il fatto che il Tesoro non sia riuscito a vendere l’intero ammontare previsto di 5 miliardi: 3 sulla scadenza a tre anni e 2 miliardi per le riapertura di Btp fuori corso. In pratica, parte degli investitori ha chiesto una remunarazione del rischio Paese, sotto forma di tasso d’interesse, più alta di quella che il ministero sembrava disposta a pagare. Il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha spiegato che il risultato era nelle aspettative: “Abbiamo avuto una forte domanda.

I tassi devono rispondere alle attuali condizioni di mercato. Abbiamo fatto la scelta di non prendere tutta la domanda che c’era, non abbiamo questa urgenza di fare funding a tassi che non siano, secondo noi, quelli giusti”. Altra fonte di preoccupazione, derivante dall’asta di oggi, è la mancanza di capitali esteri, che non è stata completamente assorbita dalle banche italiane, ancora in difficoltà dopo le iniezioni di liquidità da parte della Bce. Secondo alcuni analisti, la risposta dei mercati può essere interpretata anche come un segnale di sfiducia verso la riforma del mercato del lavoro, dopo le modifiche hanno in parte temperato l’attacco all’articolo 18.

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