Italia: è necessario un piano energetico nazionale

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Italia: è necessario un piano energetico nazionale

‹‹Nell’area euro l’attività economica, dopo una modesta ripresa nel 2010, resta ben al di sotto dei livelli pre-crisi, con un tasso di crescita pari all’1,8% nel corso del 2011. Le tensioni sul debito sovrano si sono accentuate ed estese, assumendo rilevanza sistemica in molti paesi dell’eurozona. Le politiche di contenimento o di rientro del debito freneranno ulteriormente la crescita complessiva nel 2012, traducendosi per alcuni paesi in vera e propria recessione››.
L’analisi del quadro economico internazionale e il Rapporto Energia e Ambiente 2009-2010 stilato dall’Enea, è stato presentato alla presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, presso la nuova aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

‹‹Il concetto di “sviluppo sostenibile” è ritenuto il paradigma di riferimento per la definizione delle politiche dei singoli stati e per la stipula degli accordi internazionali sempre più rivolti al contenimento delle crisi globali (economica, finanziaria, climatica) in atto […] In tale quadro la green economy è vista come un’opportunità per uscire dalla crisi economica internazionale superando i limiti dell’attuale modello di sviluppo.

In tal senso essa rappresenta il quadro coeso nell’ambito del quale predisporre interventi integrati per soddisfare l’obiettivo dello sviluppo sostenibile nella sua riconosciuta declinazione ambientale, economica e sociale››.

Il Rapporto continua ‹‹la crescita verde (ma sarebbe più opportuno sottolineare ancora una volta come le parole sviluppo e crescita non siano affatto equiparabili alla leggera, ndr) è un processo già in atto da qualche anno e osservabile in quasi tutte le economie mondiali. Ma la sfida attuale della sostenibilità e della green economy sta anche nella comprensione e misurazione di tale processo, perché sia possibile offrire ai decisori politici elementi di valutazione utili alla governance del processo stesso››.

Questo si traduce nella necessità di dotarsi di un sistema di contabilità ambientale che sia efficiente, efficace e pervasivo, sul quale potersi basare per portare avanti politiche ragionate e mediate dall’utilizzo di indicatori – declinati dall’Enea in indicatori di intensità carbonica, energetica e materiale – che misurino ‹‹il rapporto tra il valore prodotto da un insieme di attività economiche e le quantità di risorse ambientali richiesta alla natura da tali attività››.

Per l’Italia l’Istat ha aperto la strada verso una contabilità di tale natura, ma ancora non sono stati purtroppo raggiunti livelli adeguati di elaborazione e diffusione.

Il commissario Giovanni Lelli ha avuto modo di evidenziare come sia ‹‹necessario puntare sulla diversificazione delle fonti, su una maggiore diffusione delle rinnovabili, sul potenziamento delle infrastrutture e di un sistema di smart grids, sull’incentivazione dell’efficienza energetica e sul risparmio di energia nel settore residenziale e industriale.

Efficienza energetica, fonti rinnovabili e sviluppo delle reti rappresentano pertanto gli strumenti chiave per ridurre le emissioni di CO2, in linea con gli obiettivi europei per l’attuazione di un processo di decarbonizzione del sistema energetico ed economico.››

Viene così messo in luce un altro grande deficit nella politica energetica italiana: la mancanza di un Piano energetico nazionale che inglobi tutti gli aspetti della filiera della produzione e distribuzione energetica afferibili al controllo della governance nazionale.

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Chiara Cichero 1239 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.