Italia, “licenziate” 800mila donne incinte

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Italia, “licenziate” 800mila donne incinte

Tornano a dilagare in Italia le “dimissioni in bianco”: l’abitudine per cui al momento della firma del contratto di lavoro, all’assumendo, viene fatto firmare anche un foglio di dimissioni, senza data. Si tratta di dimissioni in bianco che il datore di lavoro conserva in un cassetto, pronto a sfruttarle al momento per lui più opportuno. Momento che spesso coincide con la gravidanza delle lavoratrici.

Le statistiche parlano di oltre 800 mila donne incinte costrette ad abbandonare il posto di lavoro, nel momento in cui annunciano di aspettare un bambino.

Nel 2008 il governo Berlusconi aveva abrogato d’urgenza la legge che tutelava le lavoratrici dalle dimissioni in bianco, suscitando numerose proteste, ma tale pratica è andata avanti. L’altro ieri, 3 gennaio 2012, Elsa Fornero, ministro del lavoro con delega alle pari opportunità ha promesso che“il governo interverrà presto sulla pratica delle cosiddette “dimissioni in bianco”.

Da tempo la Fornero veniva sollecitata in questo senso, con lettere provenienti da donna di diversa estrazione sociale, dichiarazioni di politici, un appello del segretario della Cgl Susanna Camusso. Ora il ministro del lavoro ha annunciato: ““Il ministero sta studiando i modi e i tempi di un intervento complessivo a carattere risolutivo e che, grazie anche all’uso delle tecnologie informatiche, possa garantire in caso di dimissioni la certezza dell’identità della lavoratrice, la riservatezza dei dati personali e, soprattutto, la data di rilascio e di validità della lettera di dimissioni”. Ancora “La pratica delle dimissioni in bianco pesa fortemente e negativamente sulla condizione lavorativa delle donne e sulla loro stessa dignità, costituendo una vera e propria devianza dai principi di libertà alla base della società civile”. Ha aggiunto che ““Questo intervento comprenderà un’azione di sensibilizzazione volta a restituire piena parità e dignità al lavoro delle donne, considerato un fattore di crescita indebitamente compresso”.

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