Italicum, oggi il voto sulla mozione M5S per cancellare la legge elettorale COMMENTA  

Italicum, oggi il voto sulla mozione M5S per cancellare la legge elettorale COMMENTA  

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Oggi il Parlamento voterà la mozione del Movimento 5 Stelle per la cancellazione dell’Italicum. Chiesto un proporzionale puro.

Ieri il Movimento 5 Stelle ha presentato una mozione parlamentare per chiedere la cancellazione definitiva della nuova legge elettorale, l’Italicum voluto dal premier Matteo Renzi. “Secondo noi deve essere adottato un sistema elettorale con formula proporzionale” hanno scritto i deputati del M5S, chiarendo che il sistema dovrebbe “applicarsi in circoscrizioni medio piccole in quanto, oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori, favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti, disincentivando frantumazioni e scissioni”.

Oggi la mozione sarà sottoposta al voto del Parlamento.


Da New York, dove si trova per partecipare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Renzi ha ribadito la totale disponibilità al cambiamento. “Noi siamo totalmente disponibili a cambiare” ha detto Renzi, “per il M5S il ballottaggio è antidemocratico? Non credo che Appendino e Raggi sino d’accordo, altrimenti non sarebbero state elette, ma è un fatto di chiarezza.

Ora aspettiamo Berlusconi e Salvini, così tutte le posizioni sono in campo, poi faremo le modifiche”.

“Nessuna tensione” all’interno della maggioranza, assicurano nel frattempo i capigruppo dopo la riunione di ieri sera: “convergenza di tutta la maggioranza per presentare un testo comune che confermi l’impegno di Renzi alla disponibilità ad un lavoro del Parlamento per modificare l’Italicum”.

La Corte Costituzionale, che avrebbe dovuto esprimersi il prossimo 4 ottobre in merito all’ammissibilità della nuova legge elettorale, ha deciso che emetterà il parere dopo il referendum.

Probabile quindi che qualunque eventuale modifica all’Italicum sarà anch’essa fatta dopo il referendum, anche se il premier ha voluto chiarire che “la discussione parlamentare viene gestita dal Parlamento”, mentre “il governo ha dato disponibilità a intervenire nei modi e nei tempi che il Parlamento deciderà”.

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