Italvolley: sconfitta per le azzurre contro la Cina COMMENTA  

Italvolley: sconfitta per le azzurre contro la Cina COMMENTA  

È arrivata la seconda sconfitta per le ragazze dell’Italvolley nel World Grand Prix 2015, contro la Cina.

L’avversario, è giusto riconoscerlo, è stato più forte: è una squadra completa, che gioca a memoria, dove l’affiatamento nei movimenti in attacco è perfetto, con errori ridotti in generale al minimo. La Cina aveva vinto sin qui 4 partite su 4, sempre con il risultato di 3 a 0. Ora le vittorie sono 5, ma è persa l’imbattibilità assoluta.


Il c.t. Bonitta ha scelto di partire rinnovando la squadra, in cui si confermano solo Malinov alzatrice e De Gennaro libero. Opposto, parte titolare Valentina Diouf, subentrata a Sorokaite contro il Giappone, mentre in banda ci sono Caterina Bosetti e Valentina Tirozzi. Centrali Arrighetti e Guiggi. Fuori quindi Alessia Gennari, Lucia Bosetti e Cristina Chirichella.


Già nel primo set, le cinesi, che si presentano al completo, con la squadra che l’anno scorso ha giocato la finale mondiale, perdendola, contro gli USA, giocano meglio, soprattutto in ricezione e con gli attacchi portati dai centrali. Finisce 25 a 21 e 1 a 0 per la Cina.


Nel secondo set, però, l’Italia dimostra di non essersi lasciata intimorire e risponde colpo su colpo, complice forse un piccolo calo di concentrazione iniziale delle avversarie: 25 a 20 e parità 1 a 1.

L'articolo prosegue subito dopo


Da qui in poi, la Cina prende davvero il largo. Le ragazze azzurre combattono, ma non arrivano oltre il 25 a 16 nel terzo set e si trascinano fino al 21 a 11 nel quarto.

Quando la partita sembra finita, però, l’Italia ha un’impennata di orgoglio, indovina diverse giocate, qualche muro e si riporta sotto, ma ormai è tardi e il set finisce 25 a 19.

3 a 1 finale che premia la più forte, ma l’Italia è una squadra di valore tecnico molto alto, con grinta e determinazione, a cui mancano solo alcuni automatismi, quell’affiatamento che, però, già qui in questo World Grand Prix, si sta costruendo.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*