Jazz Visions: percezioni parallele e ‘visionarie’

Attualità

Jazz Visions: percezioni parallele e ‘visionarie’

Quando incontri qualcuno con un lampo nello sguardo che ti attraversa da parte a parte, che ti travolge con i propri discorsi su questo o quell’argomento e lo fa spinto dalla purezza della propria passione, oppure spesso rimane il solo divulgatore di un’idea ottima contro il parere di tutto il resto dell’intellighenzia… allora quella persona la chiami ‘visionaria’. Anche da questa stessa area semantica, probabilmente, è nata la rassegna ‘Jazz Visions’: musica jazz d’autore, e insieme tutto un apparato fotografico e artistico che la connota da ormai tre edizioni.

Il pianista Luigi Martinale – magnifico musicista, ma divulgatore e organizzatore altrettanto capace – incontra un giorno un artista denso di potenzialità e intelligenza creativa come il fotografo torinese Alberto Ferrero. E’ un 2010 ricco di jazz, quel contesto, ma privo di quel guizzo appassionato che tanto caratterizzava le session da poter definire ‘storiche’ e di un fantastico humus non sfruttato al meglio (vedi le recenti polemiche sul prossimo ‘Festival Jazz’ di Torino…). Una storia di maniera e manierismi, insomma.

Poi da qualche parte, lì accanto, c’è un territorio fecondo di idee e luoghi, pronto per essere valorizzato e allora ecco l’idea: coinvolgere molte tra le più belle località del cuneese – al confine con la provincia di Torino – e creare un apparato di concerti che non diventino solo la celebrazione del musicista leader nello spazio di quell’esibizione, ma che diano origine a un continuum di note, immagini, installazioni visive, performances artistiche in contemporanea.

Ecco dunque costituita una squadra di bravi fotografi (i Click & Jazz) impegnati all’inquadratura migliore durante tutto il tempo del check sound e naturalmente durante il concerto: lo scopo è sceglierne le immagini più belle e realizzare una mostra fotografica nel luogo dove si terrà il concerto che segue in scaletta, e così via.

E poi un artista che realizzi, possibilmente in contemporanea ai suoni suonati, una propria opera. Inoltre, anche quest’anno ha assicurato la propria partecipazione il fotografo di jazz – dalla speciale aura – Pino Ninfa. (Sua la foto qui di seguito).

I due ‘visionari’, uniti alla forza culturale del Cenacolo di Studi ‘Michele Ginotta’ e del suo presidente Mauro Comba, convincono artisti e musicisti di altissimo lignaggio a partecipare all’esperimento. Riuscitissimo, possiamo dire ora, se anche in periodo di tagli gli attentissimi Comuni della zona hanno comunque rinnovato i contributi. Da quei palchi sono passati musicisti jazz magistrali come Pietro Tonolo, Eddie Gomez, Riccardo Zegna, i Quintorigo impegnati nell’omaggio a Mingus, Dado Moroni, Roberto Gatto ma davvero molti, moltissimi altri.

Quest’anno il fil rouge concettuale è la ‘voce’ nel jazz, nell’interpretazione raffinatissima di Anne Ducros (il 21 aprile a Bagnolo Piemonte, ne parleremo la prossima settimana), in quella calda e ruvida di Patrizia Conte (il 21 luglio a Revello) o in quella assolutamente teatrale di Peppe Servillo, che al teatro Sociale di Pinerolo terminerà la Rassegna in trio, insieme al piano (‘visionario’, ça va sans dire..) di Natalio Mangalavite e al sax evocativo di Javier Girotto.

Giovanni Mazzarino con il suo quartetto sarà protagonista a Bricherasio il 26 maggio; lo scintillante hammondista Alberto Marsico si esibirà il 9 giugno a Bricherasio mentre il sassofonista Francesco Bearzatti sarà a Saluzzo il 30 giugno per presentare il progetto caleidoscopico ‘The roar at the door’. (Nella foto il pianista Giovanni Mazzarino).

Il logo della rassegna ce li mostra distanziati, questi due concetti tanto importanti a connotarne i contenuti. Eppure graficamente potremmo scrivere JazzVisions: così, senza spazi, a indicare tutta la gamma percettiva e la compenetrazione di musica ed elemento visivo. E riuscire a fonderli in un unico momento di spettacolo, è davvero un incanto.

Per informazioni: info@jazzvisions.it Cell. 339 2514218 oppure 347 314 12 94

Lorenza Cattadori

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

pena capitale
Cultura

Cruciverba: la pena piu’ severa (8 lettere)

25 luglio 2017 di Notizie

Quando cerchiamo di risolvere un cruciverba spesso ci troviamo di fronte a definizioni di cui non conosciamo la risposta e che dobbiamo andare a “scoprire” incrociando le altre definizioni.
La definizione di oggi è “Qual è la pena più severa di carcerazione?”. La risposta, di otto lettere, è capitale.