Jeb Corliss, l’uomo volante pronto a nuovi record

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Jeb Corliss, l’uomo volante pronto a nuovi record

Volare è un sogno che appartiene all’uomo da sempre. Miti e leggende su questo tema si sprecano, da quanto sono numerose, eppure il fascino di poter volteggiare al di sopra del terreno, incuranti dell’attrazione gravitazionale, resta ancor oggi – in tempi in cui aerei ed elicotteri popolano i nostri cieli – enorme.

È una sfida, quella del volo, verso se stessi e il proprio mondo e le leggi stesse che lo governano, come a dire che sì, è vero che l’uomo non è fatto per librarsi da terra, ma è proprio per questo che lo si vuole fare. L’ultimo dei temerari che di questa sfida ha fatto la sua ragione di vita è Jeb Corliss. Professionista del Base Jumper, specialità sportiva acrobatica estrema che consiste nel lanciarsi, muniti di opportuna attrezzatura per il paracadutismo, dalla sommità di palazzi, tralicci, torri o picchi di qualsiasi sorta (tant’è che il termine “b.a.s.e.” è un acronimo per building, antenna, span e earth). Jeb è insomma uno che salta nel vuoto da grandi altezze, percorre lunghi tragitti in aria e, infine, atterra in punti ben precisi. Un paracadutista estremo, che vive a Venice, California (da uno così non ci si aspetta di certo che viva altrove, del resto) e l’anno prossimo festeggerà il suo quarantesimo compleanno, l’età matura, quella della realizzazione.

Lui, la realizzazione dice di averla già raggiunta quando è saltato giù dalla Tour Eiffel, o dalle Petronas Tower, o dallo Space Needle. Il segreto delle sue prestazioni si spiega con relativa facilità. Jeb si lancia da altezze estreme e, per arrivare a terra, cerca di seguire un percorso il più perpendicolare possibile a quello ‘naturale’ di caduta, ovvero mira a cadere procedendo quasi in orizzontale. Per farlo, deve sfruttare il più possibile la resistenza offerta dall’aria, e quindi si è dotato di una specifica tuta in nylon, detta wingsuit, dotata di aperture alari all’altezza di tutti gli arti. Il risultato è un enorme incremento di superficie esposta all’aria, senza aumento significativo di peso. La conseguenza è la possibilità di raggiungere il terreno con un’inclinazione poco al di sotto rispetto all’orizzontale, ovvero di percorrere distanze notevoli in volo, né più, né meno di un volatile.

Al momento, secondo alcune fonti, Jeb Corliss starebbe preparando un lancio da record, tanto da richiedere la realizzazione di una vera e propria pista di atterraggio, ma dei dettagli di questa nuova impresa non si sa nulla di preciso. L’unica certezza è che, alla fine, togliendosi le imbracature, Jeb dirà, come fa di solito: “non ho mai provato niente di così estremo in vita mia, è stato stupendo”.

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