John Kerry: “le mie email lette da Cina e Russia”

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John Kerry: “le mie email lette da Cina e Russia”

Il mondo ha convissuto per decenni con il peso grave della guerra fredda che divideva il mondo in due blocchi contrapposti, sospettosi e quanto mai lontani dal dialogo.
Un clima di totale assenza di serenità in cui l’attività principe, quella in cui, forse, i governi investivano più denaro, era lo spionaggio. Possedere informazioni come sinonimo di potere. Una forma di potere distorto, però, in realtà una sudditanza alle decisioni altrui, come se il vero potere casalingo fosse ormai detenuto entro altri confini.
Il rischio di ritornare a un clima da guerra fredda, denunciato da più parti all’indomani dell’esplosione della crisi ucraina, sembra oggi riaffacciarsi vantando notevole credibilità, con le parole del capo del dipartimento di stato americano John Kerry che, in un’intervista a Cbs Evening News, ha denunciato come “molto probabile” il fatto che le sue email vengano lette con continuità e puntualità da Cina e Russia.

“Non lo escludo” ha detto Kerry “sappiamo che hanno attaccato diversi interessi americani negli ultimi giorni”.
Un sospetto, allora, senza prove certe, eppure tale da far parlare di sé un esponente politico e diplomatico Usa di primo piano.
L’intento di Kerry, però, potrebbe anche essere stato solo quello di richiamare l’attenzione sul tema dello spionaggio di ultima generazione, che viaggia fra server e connessioni web, un argomento del quale, infatti, “parleranno a settembre il presidente Obama e il presidente Xi quando si incontreranno”.
Un promemoria, allora, da parte di Kerry, come a ricordare alla controparte cinese che, sul tavolo della discussione e del confronto, bisognerà mettere anche questo argomento, e trovare una soluzione o delle regole, per il quieto vivere.

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