Juve: a Genova solo pali e rabbia (0-0), Milan a +4 COMMENTA  

Juve: a Genova solo pali e rabbia (0-0), Milan a +4 COMMENTA  

Diciassette calci d’angolo, due pali più uno esterno ed una presenza costante nella metà campo avversaria: la Juve è tornata, almeno sul piano del gioco e della condizione atletica. Ma quanto ai gol, la squadra è muta: e così rimane pure fuori dal campo visto il silenzio stampa indetto dalla società per protestare contro le decisioni dell’arbitro Rizzoli, “reo” di aver negato un rigore per una trattenuta di Carvalho su Matri nel primo tempo e di aver annullato un gol di Pepe a metà ripresa per un fuorigioco millimetrico. Peccato però che pure il Genoa abbia di che reclamare per due rigori non concessi, apparsi entrambi evidenti per i contatti Marchisio-Palacio e soprattutto Pirlo-Rossi allo scadere. Intanto, però, il Milan scappa: al Ferraris la squadra di Conte, squalificato ma tarantolato nella sua postazione in tribuna, domina in lungo ed in largo un Genoa addirittura fischiato dai propri tifosi a fine partita, ma al 90’ arriva solo il quinto 0-0 stagionale, quarto pareggio consecutivo e sesto nelle ultime sette partite, che consegna ai rossoneri il massimo vantaggio stagionale, quattro punti.


Difficile comunque imputare qualcosa alla prestazione della Juventus che, certo favorita anche da un Genoa disposto in maniera discutibile sul piano tattico e comunque alle prese con la solita emergenza difensiva, è stato travolto per quasi l’intera durata dell’incontro: ma se il numero dei pareggi, quattordici, supera quello delle vittorie, inchiodate a tredici da un mese, qualche domanda bisognerà pure porsela. Ad esempio sull’eccessività farraginosità della costruzione del gioco, e sulla totale assenza di killer-instinct in area di rigore da parte di un reparto, quello d’attacco, mai concreto tra qualche tacco di troppo e scarsa freddezza. Ma non è comunque questa la giornata ideale per prendersela con gli attaccanti ed in generale con tutti i giocatori mandati in campo da Conte ed Alessio: specialmente per un primo quarto di partita letteralmente dominato, e giocato a ritmi vertiginosi come non succedeva da almeno due mesi a questa parte. Ispirata da un Vucinic in versione extra-lusso tanto nelle vesti di suggeritore che in quelle di attaccante puro, dopo lo spavento iniziale con Palacio stoppato da Buffon dopo trenta secondi, quello della Juve sarà un lungo monologo: ci provano Giaccherini prima su sontuoso assist di Vucinic e poi su suggerimento di Pepe, e poi Marchisio, con uno dei suoi inserimenti ispirati dal solito montenegrino con una conclusione troppo debole respinta da Frey prima dell’occasionissima per Matri che si fa respingere il tiro sottomisura da Rossi.


Il tutto favorito dallo schieramento scelto da Marino, un 4-4-2 che espone i rossoblù all’inferiorità numerica a centrocampo costringendo Sculli e Jankovic ad un lavoro immane di ripiegamento sulle ali juventine: non si è visto nulla della partita d’attacco promessa alla vigilia da Marino, buone le intenzioni ma la squadra è stata sempre in apnea in ogni zona del campo. Nella seconda parte del primo tempo la Juve rifiata ma è solo un attimo perché ad inizio ripresa arriverà il massimo sforzo: nell’arco di dieci minuti Vucinic centra la traversa di testa su angolo di Pirlo, poi Pepe sbatte contro il palo su punizione dello stesso regista ed in mezzo ancora Vucinic, di testa, sfiora il montante esterno su cross di Lichtsteiner. Ed il Genoa? Ha stretto i denti e ringraziato la Dea Bendata ma paradossalmente ha pure qualcosa da recriminare: una parata di Buffon su Kaladze a metà ripresa e i due rigori reclamati non bastano però per salvare un pomeriggio di troppa sofferenza.

Genoa-Juventus 0-0

Genoa: S. Frey; Rossi, Carvalho, Kaladze, Moretti; Sculli (46’ Mesto), Biondini (87’ Belluschi), Kucka, Jankovic (61’ Constant); Gilardino, Palacio. (Lupatelli, Veloso, Jorquera, Ze Eduardo). All.: P. Marino.

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Juventus: Buffon; Lichtsteiner, Caceres, Vidal, De Ceglie; Giaccherini (87’ Borriello), Pirlo, Marchisio; Pepe (71’ Elia), Matri (76’ Del Piero), Vucinic. (Storari, Padoin, Marrone, Quagliarella). All.: A. Alessio.

Arbitro: Rizzoli (Bologna)

Ammoniti: Kucka, Pepe, Del Piero, Jankovic e Moretti.

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