Juve raggiunta dal Chievo (1-1): il Milan vola a +3

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Juve raggiunta dal Chievo (1-1): il Milan vola a +3

Stesso risultato, stesse recriminazioni arbitrali da una parte e dall’altra, ma questa volta la rabbia è tutta della Juve: sette giorni dopo l’1-1 strappato con cuore e fortuna in casa del Milan, i bianconeri subiscono un brutto stop interno impostole dal Chievo in una serata che rischia di diventare decisiva in ottica-scudetto. Il quarto pareggio nelle ultime cinque partite certifica il calo atletico che i ragazzi di Conte stanno attraversando ormai da oltre due mesi, una flessione che il mercato di gennaio non ha saputo tamponare. Ora sono tre i punti di ritardo dal Milan in attesa del recupero di mercoledì a Bologna quando la Juventus potrebbe tornare al comando, in virtù degli scontri diretti favorevoli. Risulta però difficile pensare che al Dall’Ara la squadra di Conte sappia mettere in campo quella brillantezza fisica necessaria contro la squadra di Pioli, quella mancata al cospetto di un Chievo ottimamente messo in campo da Di Carlo (che si conferma la bestia nera della Juve, quinto pareggio su sette confronti diretti) e venuto a Torino con la forza dei nervi distesi grazie ad una classifica tranquilla.

Conte dovrà riflettere sulle difficoltà della sua squadra a gestire partite sotto ritmo.

Il resto l’ha fatto l’intelligenza tattica di Di Carlo che, come il Milan, ha sfidato la Juve sul piano del ritmo: bloccato Pirlo con una marcatura asfissiante, i veronesi se la sono giocata a viso aperto rischiando anche qualcosa ma andando in svantaggio solo su calcio piazzato, al 18’, quando proprio una parabola di Pirlo ha pescato Chiellini, il cui colpo di testa, respinto dal palo e da Sorrentino, è stato raccolto da De Ceglie pronto ad insaccare ma in posizione di fuorigioco al momento del primo intervento del compagno. Ma chi pensava ad una gara in discesa per la Juve verrà smentito dai fatti: il Chievo ha continuato a giocare alla stessa maniera, senza scoprirsi scriteriatamente, ma anzi chiudendo tutti gli spazi in fase difensiva di fronte al possesso palla prolungato della Juve che non ha comunque giocato male, macinando gioco ma difettando nell’ultimo passaggio, vuoi per i cross sempre imprecisi di un comunque generosissimo Giaccherini vuoi per l’indolenza di Vucinic, a tratti anche fischiato dallo Juventus Stadium.

Di occasioni per raddoppiare se ne contano solo un paio, un gran tiro di Padoin ed una volée di Giaccherini a fine tempo.

Stessa musica nella ripresa con il Chievo ben dentro alla partita: una punizione di Acerbi impegna Buffon in tuffo ma la Juve, dopo un destro di Padoin respinto da campione di piede da Sorrentino, cede pericolosi metri di campo a metà ripresa, arretrando troppo anche a causa della difesa a cinque voluta da Conte. Il Chievo attacca senza creare pericoli ma il pareggio non stupisce più di tanto: al 32’ Moscardelli mette in mezzo per l’accorrente Dramè che, dopo aver scampato miracolosamente l’espulsione per doppia ammonizione, festeggia con un destro da fuori il primo gol in Serie A. Conte si affida a Del Piero per l’assalto finale ma la Juve è farraginosa ed imprecisa: solo Pirlo ci prova da fuori, ma Sorrentino dice no. Ed un pezzetto di sogno scivola via.

Juventus-Chievo 1-1

Marcatori: 18’ De Ceglie; 76’ Dramè

Juventus: Buffon; Lichtsteiner (78’ Del Piero), Barzagli (41’ Bonucci), Chiellini, De Ceglie; Padoin, Pirlo, Marchisio (71’ Caceres); Giaccherini, Matri, Vucinic.

(Storari, Estigarribia, Elia, Quagliarella). All.: A. Conte.

Chievo: Sorrentino; N. Frey, Andreolli, Acerbi, Dramé; Luciano (64’ P. Hetemaj), Bradley, L. Rigoni; Sammarco (64’ Moscardelli); Thereau, Paloschi (83’ Vacek). (Puggioni, Cesar, Jokic, Cruzado). All.: D. Di Carlo.

Arbitro: Gervasoni (Mantova)

Ammonito: Dramè.

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