Katatonia: Dead end kings, la recensione

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Katatonia: Dead end kings, la recensione

A tre anni di distanza dall’ultimo studio album, “Night is the new Day” , gli svedesi Katatonia tornano con il successore “Dead end Kings”. Il cd si compone di 11 brani (13 nella versione delux). Alle solite atmosfere cupe e malinconiche cui ci ha abituato il combo svedese in quasi 20 anni di carriera, registriamo una presenza più massiccia delle chitarre regalando un indurimento del sound. Certo, niente a che vedere con un album come “Dead of december soul”, album all’epoca particolarmente apprezzato dal sottoscritto ma stiamo parlando del 1993 e d’allora di acqua sotto i ponti n’è passata. I Katatonia si sono evoluti verso altri lidi più melodici e, in un certo senso “progressive” , un aspetto sottolineato dallo stesso Jonas Renske: “Dead End Kings rappresenta una progressione e ci porta a un livello successivo. Non vogliamo ripeterci, siamo ancora affamati di musica nuova”. Chi ha seguito i Katatonia fono ad oggi certamente apprezzerà “Dead end kings”.

Dead end kings (Peaceville – uscita Europa 27/08/12)

Tracklist*
1.

The Parting
2. The One You Are Looking for is Not Here (with Silje Wergeland)
3. Hypnone
4. The Racing Heart
5. Buildings
6. Leech
7. Ambitions
8. Undo You
9. Lethean
10. First Prayer
11. Dead Letters
* Deluxe edition includes two extra bonus tracks

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