Kosovo, panico per il lancio di lacrimogeni in Parlamento COMMENTA  

Kosovo, panico per il lancio di lacrimogeni in Parlamento COMMENTA  

Si sono vissuti momenti di panico, in settimana, nell’aula del Parlamento del Kosovo, a seguito del lancio di alcuni lacrimogeni.

Se in Italia, infatti, abbondano frasi e gesti scurrili, ma, per fortuna, a nessuno è mai venuto in mente di spingersi oltre, in altre parti del mondo la situazione può essere ben diversa. E non si parla di parti del mondo così distanti come si potrebbe pensare, ma del vicinissimo Kosovo, quello che, con la fine della Guerra dei Balcani dovrebbe essere pacificato, tranquillo e “sicuro”, come da definizione data non molte settimane fa dal governo tedesco impegnato a redigere i criteri di selezione dei migranti.


Le immagini ufficiali (video) immortalano i parlamentari kosovari che mantengono una relativa calma, cercando di portare avanti la votazione sul tema che ha scatenato la protesta. A lanciare i lacrimogeni è stato infatti proprio uno dei deputati, Albin Kurti, rappresentante del movimento nazionalista “Autodeterminazione”, deciso a bloccare i lavori in merito all’adozione di una serie di accordi per la calmierazione dei rapporti con la vicina Serbia.


Qualcuno ha provato, almeno, a spostare con qualche calcio i fumogeni più vicini, in maniera da evitare gli effetti dovuti al contatto più ravvicinato, qualcuno ha iniziato subito a tossire,  ma quasi nessuno si è mosso dal proprio posto, decisi tutti a portare a termine l’operazione di voto.


La fuga, infatti, si è concretizzata solo dopo l’alzata di mano e l’ufficializzazione del parere parlamentare.

Numerosi i deputati che hanno accusato, subito dopo, vari problemi respiratori, compreso Samuel Zogbar, il capo della delegazione dell’Unione Europea in Kosovo.

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Sono circa tre settimane che le sedute del parlamento di Pristina sono movimentate da discussioni accese, che degenerano spesso in insulti e lanci di oggetti. L’argomento al centro del dibattito sono, come detto, i nuovi accordi con la Serbia, sottoscritti in parte a fine agosto dal premier Isa Mustafa, e che prevedono una serie di misure per la distensione dei rapporti fra i due paesi, fra cui il riconoscimento ufficiale dell’Associazione delle Comunità Serbe del Kosovo.

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