L’anno bisestile

Storia

L’anno bisestile

Mentre stava elaborando il suo calendario solare, l’astronomo greco Sosigene di Alessandria si accorse che l’anno solare non poteva essere suddiviso in giorni in modo perfetto. Per ovviare alle circa 6 ore annuali di discrepanza che si venivano a creare decise di aggiungere un giorno in più al calendario ogni quattro anni. Quando Caio Giulio Cesare, dittatore di Roma da cui prese il nome diventando il calendario giuliano, lo adottò nel 45 a.C. per tutti i domini dell’Urbe, decise di aggiungere quel giorno in più dopo il 24 febbraio (sexto die ante Kalendas Martias in latino, il sesto giorno prima delle calende di Marzo) che veniva appunto chiamato bis sexto die ante Kalendas Martias. Da qui l’origine del nome bisestile. Il rodaggio di quel nuovo calendario portò ad anni di confusione messi fine solo con la regolamentazione voluta da Augusto nel 4 a.C. Nel 1582 con l’entrata in vigore del più preciso calendario gregoriano il giorno aggiuntivo venne spostato alla fine di febbraio, e per diminuire ancora la differenza con l’anno astronomico si introdusse la regola che ogni anno divisibile per 100 non possa essere bisestile.

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