L’Inter che verrà

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L’Inter che verrà

Archiviato il derby è opportuno anche parlare delle future strategie di mercato; la recente vittoria non deve gonfiare i petti, le medaglie vengono apposte sul petto dei vincitori, ma ci sono anche le medaglie alla memoria.

In questo momento l’Inter è ancora un cantiere in costruzione, molto è stato fatto ma moltissimo deve essere ancora costruito, preparato, assemblato.

L’obiettivo di Moratti e Stramaccioni è quello di riuscire a costruire un’Inter vincente; l’Inter deve rinascere dalle proprie ceneri, come l’araba fenice; lo scorso campionato si è assistito ad una involuzione di quella stupenda macchina tritatutto che aveva conquistato l’Italia, l’Europa e il mondo.

La rosa era logora, stanca e forse sazia, obbligatorio voltare pagina; sostituire i vecchi campioni con nuovi virgulti che possano portare nuova linfa.

Nella squadra attuale ci sono i senatori: Cambiasso, Zanetti, Stankovic, Samuel, Chivu, Sneijder; ma ci sono però tanti giovani che devono raccogliere l’eredità dei campioni nerazzurri: Juan Jesus, Obi, Coutinho, Livaja, ma anche Ranocchia e Nagatomo.

Sembra felice anche la scelta di Stramaccioni che abituato a lavorare con i giovani ha avuto il coraggio di lanciarli in prima squadra, certo la strada da percorrere è ancora molto lunga e un supporto prezioso deve arrivare anche dalla dirigenza che deve sempre sostenere l’operato del suo allenatore e cercare di accontentare le sue richieste.

Stramaccioni dopo il derby appare quasi inattaccabile, però se invece di una, sofferta, vittoria fosse arrivata una sconfitta, forse saremmo qui ora a intonare un peana funebre e i giornalisti avrebbero già incominciato il toto allenatori.

Cereda Stefano

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Stefano Cereda 439 Articoli
Laureato in Scienze Storiche all'Università Statale di Milano, relatore in un convegno patrocinato dalla Provincia di Lecco sui 150 anni dell'Unità d'Italia, per il medesimo convegno autore di un saggio sul Risorgimento.