L’intesa lombarda sul prezzo del latte alimenta speranze tra gli allevatori cuneesi COMMENTA  

L’intesa lombarda sul prezzo del latte alimenta speranze tra gli allevatori cuneesi COMMENTA  

L’accordo regionale sul prezzo del latte alla stalla raggiunto in Lombardia tra parte agricola e industriale, che prevede il pagamento di 39,5 euro per 100 litri di latte a dicembre e di 40 euro per 100 litri nel primo quadrimestre 2013, è visto con fiducia anche dagli allevatori cuneesi di Confagricoltura. L’augurio è che questo possa rappresentare un passo avanti per trovare un’intesa anche in Piemonte, dove l’intesa manca dallo scorso 31 marzo.

“Guardiamo positivamente all’accordo trovato in Lombardia – dichiara Giampiero Degiovanni, presidente della sezione Lattiero casearia di Confagricoltura Cuneo – il prezzo a 40 centesimi garantirebbe anche ai produttori piemontesi di recuperare parzialmente i costi sostenuti per la produzione, dove incidono in maniera sempre più pesante i costi per l’alimentazione degli animali. Se si è arrivati a questa intesa è anche perché, nonostante i consumi stiano registrando una flessione significativa, sul mercato non c’è latte a sufficienza; ciò è dovuto al fatto che grandi paesi esportatori, come Francia e Germania, storicamente in questo periodo dell’anno immettono meno prodotto in circolazione. Auspichiamo, dunque, che anche in Piemonte si possa giungere ad un accordo mancante ormai da troppi mesi, in modo da garantire un po’ di serenità alle tante aziende che continuano a produrre un bene primario nella più totale incertezza”.

Gli fa eco Tommaso Visca, presidente dell’Associazione Regionale Produttori Latte Piemonte: “Il prezzo fissato in Lombardia resta un punto di riferimento equo, affidabile, rispettoso delle attese dei produttori e in linea con l’andamento dei mercati – afferma -. Attualmente ci sono le condizioni produttive e commerciali per raggiungere l’intesa anche in Piemonte: crediamo ci siano, infatti, prospettive discrete per fissare la quotazione su livelli in grado di soddisfare le esigenze di allevatori e industriali del latte. Il prezzo lombardo, così come lo storico indicizzato, restano i due riferimenti dai quali partire per trovare un nuovo accordo regionale”.

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