L’umorismo nei discorsi pubblici COMMENTA  

L’umorismo nei discorsi pubblici COMMENTA  

Parlare in pubblico è una prospettiva che spaventa molti, e vedere gente che tenta di parlare in pubblico con scarsi risultati fa altrettanto paura, temendo di fare la stessa fine. L’umorismo e le battute possono aiutare a creare il giusto stato d’animo nel tuo pubblico, e a distendere i toni, allentando la tensione per l’oratore. Un umorismo equilibrato, la battuta al punto giusto e ben fatta possono risollevare le sorti di un discorso noioso o di un pubblico stanco, e decretare il successo del tuo discorso.


Auto-svalutazione

Prendersi in giro è sicuramente la più innocua forma d’umorismo. E’ più facile accettare il diritto di auto-schernirsi piuttosto che essere soggetti della derisione altrui, inoltre ti permette di divertire il pubblico, e perché no, anche dargli qualche piccola soddisfazione. Una tecnica comune di auto-svalutazione è di iniziare il tuo discorso con una dura critica al discorso stesso, del tipo “ho provato a leggerlo al mio cane l’altra sera. Per favore non fischiate come ha fatto lui!”. Ovviamente, il tipo di battuta da inserire dipende dal tuo pubblico!

Assurdità

L’umorismo surreale è per pochi. Se usato male o fuoriluogo, passeresti solamente per uno sciocco o un folle. E’ un tipo d’umorismo che richiede adeguati tempi comici, che se usati a dovere possono dare grandi risultati, ma anche un pubblico capace di apprezzare: quindi aspetta qualche minuti, prova a fare qualche battutina blanda e valuta le reazioni.


Satira

Prendere in giro i personaggi famosi è una tecnica più che comprovata. Se sei bravo ad imitare modi di parlare, voci o posture, prova a canzonare celebrità ben note al tuo pubblico. Scegli un personaggio particolarmente amato od odiato, l’importante è che sia coerente col tuo discorso.


Critica

Criticare una celebrità può essere divertente, se fatto in maniera acuta e pungente, magari mettendo alla berlina i difetti più eclatanti e noti, come ad esempio gaffe o aspetti del carattere. L’importante è rendersi conto della sottile linea che divide la critica intesa come satira dalla crudeltà, che potrebbe non essere apprezzata dal pubblico.

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