L’Unc piemontese contro Grillo: «Volgare turpiloquio trasmesso dai media, intervenga l’Aiart» - Notizie.it

L’Unc piemontese contro Grillo: «Volgare turpiloquio trasmesso dai media, intervenga l’Aiart»

Politica

L’Unc piemontese contro Grillo: «Volgare turpiloquio trasmesso dai media, intervenga l’Aiart»

Pretendere una campagna elettorale all’insegna del fair play sarebbe piuttosto ingenuo, soprattutto adesso che il bipolarismo è stato spezzato e ci sono ben quattro forze politiche “importanti” a contendersi i voti degli elettori. Tuttavia, mai nella storia dell’Italia si era mai visto un leader politico così sboccato come Beppe Grillo. E dire che abbiamo avuto a che fare con Umberto Bossi e lo slogan leghista «Noi ce l’abbiamo duro», non certo un grido all’insegna del galateo.

I comizi al vetriolo fatti dalla guida spirituale del Movimento Cinque Stelle, però, hanno attirato le ire dell’avvocato Patrizia Polliotto (nella foto), presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, la quale ha accusato il comico genovese di utilizzare un linguaggio estraneo alle regole del buon dialogo. La sua non è rimasta una semplice esternazione, ma si è trasformata in una formale richiesta di intervento all’Aiart: «Come presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, invito i vertici dell’Aiart, la più antica e autorevole associazione Onlus di telespettatori nata in Italia, a prendere posizione sul fenomeno Beppe Grillo» ha denunciato la Polliotto.

«Turpiloquio, termini volgari che poi vengono pericolosamente rimbalzati dalle tv, talk show, dai tg nazionali lungo tutto l’arco della giornata, specie in un periodo delicato come quello di campagna elettorale, proprio riproponendo nelle varie edizioni gli spezzoni video dei suoi interventi in cui maggiore è il fenomeno.

Quelli che, ovviamente, determinano incrementi di share e ascolti» accusa l’avvocato. «Tutto questo non giova affatto né alla dignità della nostra tivù, né alla deontologia degli operatori del settore e al buon gusto di chi fa informazione, e soprattutto ai giovani che, davanti al mare immenso di Internet, spesso ritrovano i commenti “coloriti” di Beppe Grillo per poi riprenderli a loro volta con frasi, riflessioni, pensieri ed espressioni altrettanto immoderate. È un fatto diseducativo, oltre che per nulla inadeguato».

Infine, la Polliotto approva la scelta di Grillo di rinunciare alla televisione, scelta mantenuta anche ieri sera, annullando all’ultimo l’intervista con Sky. «Che Beppe Grillo non vada in televisione, per sua scelta, strategia o per qualsivoglia altro motivo nel merito del quale non ci interessa entrare, è solo un bene per le fasce più deboli e meno protette del pubblico mediatico».

Nel comizio tenutosi ieri sera a Genova, Grillo ha ricordato ai presenti di avere più di 80 procedimenti penali in corso.

Sembra piuttosto improbabile, quindi, che la richiesta dell’Aiart di maggiore bon-ton nel linguaggio possa indurre il comico ad attenuare i toni della sua campagna.

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