L’ ultimo indagine del commissario COMMENTA  

L’ ultimo indagine del commissario COMMENTA  

 

 

Il 15 maggio 1911 scompare a Palermo l’agente di pubblica sicurezza Federico La Mantia, con lui si sono perse le tracce della moglie. L’inchiesta viene affidata al commissario di P.S. Eugenio Garbo. La Mantia era stato incaricato, come agente del ramo segretissimo del Regio esercito, di infiltrarsi come malavitoso in una cosca del territorio di Monreale. Così si era inventato una nuova identità e dopo qualche tempo era riuscito a fare arrestare molti mafiosi dediti ad affari illeciti. Il pensiero perciò va subito a una possibile vendetta della mafia, ma qualcosa non convince il commissario, perché far sparire anche la moglie che, si viene a sapere, era incinta di pochi mesi? Il dubbio che si tratti di qualcosa di strano diventa certezza quando Garbo apprende che a Monreale, due mesi prima, è stato eliminato un altro agente, Giuseppe Agnello, guardia del corpo del Procuratore del Re Andrea Diotallevi. Una notte qualcuno aveva dato fuoco alla casa del Procuratore ed era stato proprio Agnello a salvarlo per un soffio. Quel tentativo di omicidio aveva fatto molto rumore; poi però era stata messa in giro la voce che non di attentato si trattasse ma di una messinscena a esclusivo beneficio della vittima; dopo quell’accusa vergognosa il Procuratore aveva chiesto e ottenuto il trasferimento in un’altra città. Cosa aveva fatto Diotallevi? Che indagini stava conducendo per rendersi così pericoloso al punto da dover essere eliminato, in un modo o nell’altro? Sono queste le voci e gli umori che il commissario Garbo raccoglie mentre va e viene dal Piano del Palazzo, nell’edificio della Questura, al Piano della Marina, dove ha sede il tribunale; tra le balate arroventate, nei tragitti soleggiati, ragiona su quello che nel fascicolo di La Mantia e Agnello c’è, ma soprattutto su quel che vi manca e avverte il pericolo che deriva dall’essersi avvicinato così tanto al potere. Nel 1911 si celebra il cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, Palermo ha appena ricevuto la visita dei reali e vive un momento di straordinaria vitalità ed espansione: la Belle Époque dei Florio e dei Whitaker, del Liberty e del Teatro Massimo. Un racconto giudiziario che, sin dal titolo, prende a modello Sciascia, una storia di 100 o di 25 anni fa.


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