LA “PREGHIERA MUTA” DI DORIS SALCEDO

Cultura

LA “PREGHIERA MUTA” DI DORIS SALCEDO

Ha squarciato il pavimento della Turbine Hall alla Tate Modern di Londra (2007), murato una sala del Castello di Rivoli a Torino (2005), riempito con più di 1500 sedie il “vuoto umano” lasciato dalla distruzione di un edificio a Istanbul (2003). E’ Doris Salcedo, artista di grandissima forza espressiva, scultrice della memoria e della vita, del disagio e della dignità. Al MAXXI presenta il suo ultimo lavoro, l’installazione Plegaria Muda, un messaggio di dolore ma anche e soprattutto di speranza.

SALCEDO_PlegariaMuda
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Plegaria Muda è un’installazione costituita da oltre cento coppie di tavoli di legno sovrapposti, dai quali nascono esili fili d’erba. Nel suo ripetersi modulare, evoca un luogo di sepoltura collettivo ed è metafora di vite condotte ai margini della società. L’artista ha trovato ispirazione rivolgendo lo sguardo alle vittime delle stragi avvenute per mano dell’esercito in Colombia, suo paese natale, ma anche alle morti violente nei sobborghi di Los Angeles, dove ha vissuto per qualche tempo e riconosciuto i germi e gli effetti di una stessa violenza, gratuita e insensata in ogni parte del mondo.

L’esposizione sarà al MAXXI fino al 24 giugno, via G.Reni 4A Roma.

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