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La bontà pre elettorale del Natale

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La bontà pre elettorale del Natale

Qui nel nostro paese le elezioni plasmano il comportamento di tutti i politici come nel periodo del santissimo Natale: tutti più buoni e promesse per rabbonire l’elettore, regalandogli felicità, un futuro migliore e qualche altro scandalo degno di nota che non guasta mai. Queste belle proposte s’inseguono incessantemente tra programmi riscaldati, che per sigla iniziale niente sarebbe più appropriato di “Parole, parole” cantata da Mina mentre nel finale quella del Titanic chiuderebbe in maniera degna. Incipriati messeri del buongusto, esteti liftati trico-trapiantati, indagati da varie procure e patetici paladini della crisi –con Rolex al polso-, parlano, parlano, parlano e riparlano.

Donne e uomini, senatori con il limbo e senatrici immerse nell’oro, eminenze del governo dello stivale, capi di gabinetto -a Napoli si chiamerebbe “O cess”-, e caotici manipolatori della parlata politichese. Apro una parentesi che mi assilla da anni: << Ma il politico è chi parla senza far comprendere ciò che dice in una sorta di sudditanza linguistica?>>. E che dire di quelli con redditi paragonabili al sultano del Brunei che nelle trasmissioni manipolate, da una parte e dell’altra, si disperano per i popolani privati di speranze e lavoro per comportarsi infine come Re II di Navarra il quale dal balcone gettava zampe di gallina bollite al popolo affamato con il classico ghigno del potente orgoglioso.

Loro parlano tra endecasillabi rottamati, parole sconosciute e contorte -per spiegare un concetto con 20 parole ne usano 70-, e ovvie affermazioni da strappa applausi.

Deliranti manie di onnipotenza si perdono nell’etere sino a irrompere nelle nostre case con la delicatezza di una slavina, mentre i difensori dei lavoratori hanno ville milionarie con panfilo ormeggiato poco distante in località ben lontane da Cesenatico: l’unica cosa che gli avvicina maggiormente al romantico pensiero rivoluzionario di giustizia è soltanto il sigaro ma, anche quello, non è cubano ma toscano. Notti brave all’insegna di escort strapagate, intanto al senato si discute da 30 anni sulla riapertura delle case chiuse. Risse parlamentari tra pugni e spintoni e nello stesso tempo, qualche mattacchione propone una legge sulla violenza negli stadi. Consumo di droghe (da quanto era emerso in un sondaggio fatto dalle Iene di Italia1), ma la demagogia d’élite impone un giro di vita sulle stragi del sabato sera per salvare i ragazzi dall’abuso di alcol e Coca.

Non scordiamoci però che tra tanto bailamme ci sono anche loro: le taccospillate intubate da provocanti gonne di Gucci, mentre altre, scelte con meno attenzione, hanno mollette perse tra i grigi capelli arruffati con tailleur alla Rottermaier, arroganti di saccenti moralismi.

Sarebbe bello vedere un grande presepe con tutti i buoni propositi e gli impettiti onorevoli, in queste votazioni simili al Natale, ma rimane un dubbio tra i pastori, i Magi e i pescatori nel laghetto fatto con lo specchio: chi fra tutti farà l’asinello?

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