La bozza del decreto fiscale varata dal governo

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La bozza del decreto fiscale varata dal governo

Mario Monti
Mario Monti

E’ uscita la bozza del decreto fiscale varato dal Governo per cercare di dare un minimo di sollievo ai redditi bassi falcidiati dalle manovre correttive varate in questi ultimi anni per cercare di sistemare i conti pubblici. La novità di maggior rilievo è quella che riguarda il 2014, l’anno successivo al pareggio di bilancio: da quella data, infatti, le risorse che nel 2012 e nel 2013 arriveranno dalla lotta all’evasione fiscale saranno destinate a misure a favore delle fasce deboli, con particolare riferimento all’incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico. Il decreto precisa inoltre che il taglio delle tasse, così come altre misure di alleggerimento del carico fiscale, resta condizionato all’equilibrio dei conti e quindi al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, primo fra tutti il pareggio di bilancio. Mario Monti, da Bruxelles, ha poi precisato che forse già venerdì il consiglio dei ministri potrebbe decidere l’istituzione del fondo dove far confluire i ricavi dalla lotta all’evasione, in attesa di verificare la loro entità e la loro destinazione. Il Premier, ha anche aggiunto di sperare che le misure di riduzione delle tasse possano comunque essere adottate prima del 2014. Lo sperano ardentemente anche gli italiani che in questi anni hanno caricato sulle loro spalle il peso dei conti pubblici, mentre persone molto più facoltose si dedicavano alla sottrazione di risorse dovute al fisco ed erano premiati con condoni e scudi vari. Ecco, nel dettaglio, le misure principali previste nel decreto: Black list per chi non emette scontrino. L’Agenzia delle entrate istituirà delle “liste selettive” nelle quali saranno inseriti i nominativi dei contribuenti che “siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all’Agenzia stessa o al Corpo della Guardia di Finanza in ordine alla violazione dell’obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi”. Imu per gli immobili della Chiesa e terzo settore. Non è stata inserita nella bozza l’introduzione dell’Imu sugli immobili della Chiesa non esclusivamente dedicati al culto, che era stata annunciata nei giorni scorsi e che è un argomento sul quale bisogna ragionare molto per le ripercussioni che comporta. Monti ha però precisato che sulla questione la decisione del governo è ormai in dirittura d’arrivo. L’articolo 9 della bozza, dedicato al pacchetto delle misure anti-evasione, prevede invece l’estensione del potere di accesso degli ispettori fiscali per combattere le frodi Iva anche agli enti non commerciali ed alle agenzie onlus. L’obiettivo che si pone il provvedimento, è soprattutto quello di stanare le finte onlus. Pignoramenti. Altro tema molto caldo, dopo le grandi proteste sollevate dall’opinione pubblica per il modo in cui l’Agenzia delle Entrate ha proceduto in questi ultimi anni. I beni strumentali pignorati resteranno affidati in custodia ai titolari dell’azienda debitrice, come previsto dall’articolo 13 della bozza del decreto legge fiscale, anche qualora il debitore sia costituito in forma societaria e in ogni caso se nelle attività risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro. L’incanto del bene non potrà più essere effettuato prima di 300 giorni dal pignoramento. Debiti famiglie. Si allenta anche la morsa sulle famiglie, per i debiti, che in un momento di crisi come questo è fonte di grande allarme sociale. Le nuove norme, prevedono che il pignoramento di parte dello stipendio può avvenire solo fino a un settimo (per importi fino a 5mila euro, a un decimo fino a 2mila euro). Partite Iva inattive. La cancellazione d’ufficio delle partite Iva inattive, è oggetto dell’articolo 9 del decreto. L’Agenzia delle entrate contatterà i soggetti titolari di partita Iva che, pur obbligati, non abbiano presentato la dichiarazione di cessazione di attività per comunicare loro la cessazione d’ufficio della partita Iva. Il contribuente interessato avrà 30 giorni di tempo, dalla data della comunicazione, per presentare eventuali chiarimenti o eccezioni. La somma dovuta a titolo di sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività sarà iscritta direttamente nei ruoli a titolo definitivo. Multe fino al 40% per chi esporta capitali. Chi verrà sorpreso nel tentativo di esportare capitali all’estero sarà punito con multe fino al 40% delle somme in oggetto. In particolare, l’articolo 12 della bozza del decreto prevede sanzioni dal 5% al 20% per importi fino a 10mila euro e dal 20% al 40% oltre i 10mila euro. Qualora si tratti di contanti e si voglia pagare al momento della contestazione, il pagamento avverrà in misura ridotta: al 5% sotto i 10mila euro e al 10% fino a 40mila euro. Obbligo di comunicazione per i paradisi fiscali. Anche le imprese che operano con i paesi a fiscalità privilegiata, i tristemente noti “paradisi fiscali”, sono oggetto del decreto. L’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle entrate delle cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di operatori economici degli stati inseriti nella black list del fisco diventa obbligatoria solo se le operazioni in questione superano l’importo di 500 euro.

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