La “Buona Scuola” e tutt’Italia manifesta contro. Perchè? COMMENTA  

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'La buona scuola siamo noi': è lo striscione maggiormente 'ripetuto' nel lungo e variegato corteo che attraversa il centro di Catania per protestare contro la riforma proposta dal Governo Renzi, 5 maggio 2015. Vi partecipano alcune migliaia di persone: sindacalisti, studenti, insegnanti, ma anche esponenti politici e disoccupati. Tra gli slogan più scanditi: "La scuola statale è patrimonio nazionale". ANSA/ DOMENICO TROVATO

Oggi, 5 maggio 2015, sindacati, studenti, insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario scioperano per manifestare contro il disegno di legge riguardante la riforma scolastica decisa dal governo Renzi, la cosiddetta Buona Scuola.

Le proteste sono incentrate soprattutto su tre punti previsti e non condivisi dai sindacati:

Precariato: il governo aveva promesso la stabilizzazione di 148 mila insegnanti precari ma, stando ai dati dei sindacati, il numero sarà nettamente inferiore, riuscendo forse a toccarne 50 mila.

Numero insufficiente secondo il personale in questione. Inoltre, anche ammettendo un tale risultato, i tempi rimarrebbero comunque inadeguati per riuscire ad assumere i docenti entro il prossimo anno scolastico.

In più verranno stabilizzati solo i precari iscritti alle Graduatorie ad esaurimento (Gae) e i vincitori del concorso del 2012; tutti gli altri (gli idonei all’ultimo concorso, gli abilitati Tfa e i Pas) saranno invece esclusi.

Potere ai dirigenti scolastici: i presidi avranno il potere di decidere quali insegnanti assumere.

Notizia pericolosa che potrebbe promuovere i favoritismi, le raccomandazioni ed il clientelismo in un sistema scolastico, il nostro, che già è conosciuto per mancanza di imparzialità.

Finanziamenti alla scuola privata: ci saranno sgravi alle famiglie che iscriveranno i figli alle scuola paritarie.

In piazza i leader dei movimenti sindacali Landini (segretario della Fiom), Camusso (Cgil), Barbagallo (Uil) e anche deputati Pd (Civati, Fassina, etc) che sempre più spesso dichiarano di volersi staccare dal Partito poiché esso non li rappresenta più.

Il ddl arriverà in aula il 14 maggio ed entro il 19 maggio sarà messo al voto.

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