La Camera approva la sanatoria ai finanziamenti pubblici e Grillo attacca: 'E' una legge truffa'
La Camera approva la sanatoria ai finanziamenti pubblici e Grillo attacca: ‘E’ una legge truffa’
News

La Camera approva la sanatoria ai finanziamenti pubblici e Grillo attacca: ‘E’ una legge truffa’

E’ al vaglio della Camera dei deputati la legge che consentirà ai partiti di ricevere i finanziamenti pubblici per gli anni 2013 e 2014, dopo che gli stessi finanziamenti furono bloccati per decisione dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, che a luglio aveva stabilito che quelle somme non potevano essere erogate senza che vi fosse una apposita relazione di conformità della Commissione di garanzia presieduta da Luciano Calamaro. Si tratta di una vera e propria sanatoria come ha confermato lo stesso Beppe Grillo, in un post pubblicato sul proprio sito, che ha attaccato l’iniziativa parlamentare.

Lo stesso blogger e fondatore del M5S ha definito “leggina truffa” sul suo blog il tentativo dei partiti di incassare soldi pubblici. “Il Parlamento riapre le porte dopo un mese di vacanza e qual è il primo, urgentissimo, provvedimento da far approvare all’aula di Montecitorio? Ovviamente l’assegnazione del finanziamento pubblico ai partiti”. Il comico ha annunciato che nel pomeriggio di mercoledi terrà una conferenza stampa nella Sala Nassirya del Senato a sostegno del reddito di cittadinanza.

Presenzieranno anche i deputati Luigi Di Maio, vice presidente della Camera, Nunzia Catalfo, senatrice e prima firmataria della legge sul reddito di cittadinanza e Daniele Pesco componente della Commissione Affari Sociali della Camera. Gianroberto Casaleggio sarà invece a Roma per incontrare il direttorio del M5S, anche se non in veste ufficiale.

“Ricordate il governo Letta che annunciò l’abolizione del finanziamento pubblico ? – ha proseguito Grillo – La chiamammo legge truffa, perché il finanziamento sopravviveva, spalmato in 4 anni, continuava a gravare sulle spalle dei cittadini (le donazioni del 2 per mille sono risorse sottratte allo Stato per finire nei forzieri dei partiti) e consentiva alle lobby di prendere pieno controllo dei partiti. Ma, nonostante tutto, sono riusciti a fare di peggio. La legge truffa, infatti, prevedeva che una Commissione di garanzia verificasse la regolarità dei bilanci dei partiti prima di erogare loro le tranche di finanziamento pubblico. Solo che la suddetta commissione è stata istituita senza avere risorse per procedere ai controlli, col risultato che al 30 giugno il magistrato contabile Luciano Calamaro, presidente della commissione, ha scritto a Grasso a Boldrini per dire che non c’era trippa per gatti: niente controlli, niente soldi”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche