La camorra sapeva degli attentati di New York e Madrid, lo rivela un pentito dei Polverino COMMENTA  

La camorra sapeva degli attentati di New York e Madrid, lo rivela un pentito dei Polverino COMMENTA  

Un pentito del clan Polverino, Biagio Di Lanno, ha rivelato che il clan era a conoscenza degli attentati dell’11 settembre a New York e quello della metropolitana a Madrid l’11 marzo del 2004.

A riportare la notizia è “Il Mattino”. Le dichiarazioni del pentito sono contenute nei verbali dell’interrogatorio cui è stato sottoposto. Le sue dichiarazioni sono ritenute attendibili.

I polverino sarebbero entrati in contatto con i membri di al-Qaeda grazie al traffico di droga che fa tappa in Spagna prima di arrivare in Italia.

In verità, di rapporti tra camorra e terroristi islamici se ne parlò già lo scorso febbraio dopo l’arresto di 23 persone nell’ambito di un’operazione antidroga in collaborazione con la polizia spagnola.

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Tra i 23 arrestati c’erano Sabatino Cerullo, ritenuto reggente dei Polverino e Rachid Echemlali Rahmani. Al Di Lanno viene mostrata la foto di Rachid Echemlali Rahmani, grosso narcotrafficante, il pentito afferma di conoscerlo e racconta di un pranzo tenutosi nell’estate precedente all’attentato dell’11 settembre a casa del Cerullo. A quel pranzo, oltre a Rachid – racconta Di Lanno – c’erano “Angelo D’Alterio ed un altro arabo che accompagnava Rachid”. Il pentito non ha dubbi sull’identità dell’arabo, si tratta di uno dei dirottatori che hanno compiuto l’attentato di New York. Rachid – riporta “Il Mattino” – ricevette una telefonata da un altro suo sodale, con cui dialogava in spagnolo. Al termine di questa telefonata, Rachid parlò con Angelo D’Alterio, dicendogli che sarebbe accaduto qualcosa utilizzando degli aerei; per ”qualcosa” si intendeva un attentato e aggiunse anche che sarebbe accaduto qualcosa sui treni metropolitani in Spagna. Sul momento rimasi molto interdetto, perché era un argomento molto diverso da quelli ordinariamente oggetto delle nostre conversazioni. Sabatino Cerulo, dopo gli attentati, secondo il racconto di Di Lanno, si vantò di aver ospitato i kamikaze responsabili di quel massacro.

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