La casa di Via col Vento: la casa del film nascosta in un granaio
La casa di Via col Vento: la casa del film nascosta in un granaio
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La casa di Via col Vento: la casa del film nascosta in un granaio

La villa di Rosella O'Hara
Una delle prime scene di "Via col Vento"

La casa di Via col Vento, dove abitavano Rossella O’Hara e la sua famiglia, oggi è in rovina in un granaio, mentre la porta è stata donata alla casa-museo di Margaret Mitchell ad Atlanta.

L’edificio

"Casa di Rossella O'Hara"

Chi non ricorda Tara, la mitica piantagione di cotone di Rossella O’Hara in “Via col Vento”, romanzo di Margaret Mitchell da cui nel 1939 sarebbe stato tratto il colossal del cinema diretto da Victor Fleming, campione d’incassi e vincitore di 8 premi Oscar (più uno onorario)? La villa in stile coloniale della protagonista – interpretata da Vivien Leigh, che a soli 27 anni, nel 1940, si aggiudicò la sua prima statuetta come miglior attrice – fu costruita appositamente per il film a Culver City, in California, dove si trova il complesso di studi cinematografici Culver Studios.

Rossella O'Hara e suoi due spasimanti

Nel 1950 venne venduta alla ditta Southern Attractions Inc. allo scopo di trasformarla in un parco di divertimenti, ma il progetto non si concretizzo, così la villa rimase un set cinematografico ancora per dieci anni, dedicato ad alcuni film western, in seguito venne smantellata e cadde nell’oblio.

Semi-distrutta

Nel 1979 venne acquistata da signora Betty Talmadge, allora moglie di Herman Eugene Talmadge, governatore della Georgia – dove si svolge il romanzo –, la quale ne donò la porta d’ingresso alla casa – museo di Atlanta in memoria della sua illustre cittadina Margaret Mitchell, in cui si trova ancora oggi.

Ciò che rimaneva della “Casa di Rossella O’ Hara”, è stato riscoperto qualche anno fa in un granaio dallo storico e scrittore Peter Bonner, il quale non solo ha ideato un tour su “Via col Vento” nella città georgiana di Jonesboro, ma ha anche lanciato un progetto intitolato “Saving Tara”.

In un granaio

Finestra scangherata

Come si può intuire, esso mira alla ricostruzione della villa che Rossella aveva fatto di tutto per preservare e conservare durante e dopo la guerra di Secessione (1861 – 1865), villa nella quale voleva sempre tornare per rigenerarsi e trarre la propria indomita forza: quando era sposata con l’affascinante filibustiere interpretato nel film da Clark Gable, lui stesso l’aveva esortata a farlo, e l’avrebbe preso in parola dopo che egli l’aveva lasciata, stanco dell’ossessione della giovane dinna per il cognato Ashley Wilkes, marito della dolce e fragile Melania. E’ lì che avrebbe “trovato un modo per riconquistare” Rhett, che si era resa finalmente conto di amare.

Speranze di ricostruzione

Uomo in abito coloniale

Riuscirà Peter Bonner nel suo intento di ricostruire “la Casa di Rossella O’Hara”, per la gioia di un po’ tutti i romantici del mondo e perchè no, anche di molti tra coloro che sono interessati alla Guerra di Secessione, al tema della schiavitù degli afroamericani e ai diritti civili degli stessi, con la loro lunga storia? Si tratta peraltro di una storia non ancora pienamente conclusa, nonostante gli Stati Uniti abbiano avuto due segretari di Stato neri (Condoleeza Rice e Colin Powell) e il “primo presidente nero” (Barack Obama), la cui moglie Michelle Obama, discende da schiavi.

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