La Chiesa dei veri missionari

Attualità

La Chiesa dei veri missionari

Che il pensiero Laicista abbia prodotto negli ultimi decenni un anticlericalismo, quasi scontato, è ormai noto. Lo si evince addirittura nei film a tratti romantici di Peppone e Don Camillo: <<Primi screzi di un conflitto politico-dottrinale che impastato a delle buone risate fece affiorare il contrasto tra sacro e profano>>. Indubbiamente un film geniale, primo nel suo genere, che rispecchiava la lotta di “classe” (confusa tra rispetto e amicizia celata tra i due protagonisti) di un prete, Fernandel, che brandendo il fucile contro il comunista Gino Cervi, che come arma usava il forcone (attrezzo di lavoro), lo minacciava con ilarità seppur leale. Mondi differenti ma umanamente simili alla vita comune, facendo apparire un prete guerriero, d’impronta “paladinica“, contro un politico del P.C.I. vittima dell’ira bonaria e quasi paterna del primo. Il film era solo l’inizio di una diffidenza verso chi parla con Dio dandogli del “tu”. E sul finire degli anni cinquanta cominciarono le prime irriverenze ecclesiastiche dette nei bar -tra pochi intimi per paura del retaggio scomunicale-: “Eh si…sì sa che la chiesa ha sempre rubato e si è macchiata di crimini, dalle Crociate sino ai nostri giorni, persino con i bambini, arrivando persino a nascondere gli scandali tra Mafia e politica“. Un pensiero ricorrente, ovvio e banale visto le nefandezze compiute da alcuni, che per anni si è rincorso sino a rendere maledettamente reale quelle convinzioni, quasi come credenze premonitorie, come lo scandalo dell’Arcivescovo Marcinkus, dirigente dello IOR (la banca del Vaticano) che negli anni ottanta lo vide protagonista con Michele Sindona in uno dei più importanti disastri economici: il crack del Banco Ambrosiano (la maggior banca privata cattolica italiana fallita nel 1982) con la misteriosa morte di Calvi.

Marcinkus non era un semplice uomo di Dio atto all’umana compassione, ma un mero speculatore della finanza divina e amico di Poker di alcuni componenti della LoggiaP2. Fondi centrifugati, puliti e poi spariti, i quali misero in ginocchio molte famiglie che nella stessa banca investirono ingenti somme di risparmio.

Anche la pedofilia, uno tra i delitti più infami compiuti contro i bambini, ha avuto largo spazio nelle cronache degli ultimi anni. Alcuni nomi sono stati fatti (altri nomi invece sono stati occultati da importanti vescovi e…[…]…non solo) uno tra i più ecclatanti è stato Don Ruggero Conti: parroco della Parrocchia di Selva Candida, Roma, accusato di abusi sessuali nei confronti di 7 ragazzini più altre molestie. Il prete, dopo il processo nel quale aveva “confessato” i suoi delitti, era stato condannato a 15 anni e sei mesi per l’ignobile reato. Altri prelati con la stessa attrazione sessuale minorile, invece, erano stati semplicemente spostati da una parrocchia all’altra: <<Come se si trattasse di una partita a scacchi tra potere e omertà>>.

Anche Sime Nimac, 34 anni, prete di Zagabria ha la sua bella storia di cronaca schizzata come una pallina da flipper sui giornali mondiali: <<Fuggito con un milione di Euro, incassati per la vendita di terreni di proprietà del Vaticano, su di una lussuosa auto per raggiungere il suo Yacht in compagnia di una bellissima bionda>>.

Il vasto mondo di chi indossa la tunica talare però non è solo questo: delitti e fughe. Ci sono anche preti coscienti della loro missione umana. Un ridottissimo esercito di uomini saggi, altruisti e umili, i quali rendono onore al loro giuramento con Dio Padre onnipotente. Preti spogli da ogni bene. Missionari all’estero in teatri di guerra: alcuni di loro morti per mano di guerriglieri fanatici mentre altri, in Paesi africani, si sono gravemente ammalati di qualche pandemia dopo aver messo in salvo moltissime anime. Da non dimenticare i missionari in casa nostra, quelli che quotidianamente tolgono dalla strada centinaia di persone sfortunate e ospitandole anche in casa propria, dividendo con loro il pane e il vino.

Molti di loro hanno aperto centri per i meno abbienti o per curare tossicodipendenti e alcolisti: <<Vittime troppo facili da giudicare con gli occhi logori e moralisti di questa società indifferente>>. Un esempio è stato Don Lino Cisotto, soprannominato <<Il prete buono>>, mancato l’anno scorso -2012- dopo aver aiutato moltissime famiglie nella diocesi pescarese seppur gravemente malato. Oppure Padre Pino Puglisi: ucciso a Palermo dalla Mafia nel 1993, dopo averla combattuta per anni. Salvò e nascose decine di persone a tal punto da scendere in piazza e protestare contro una Mafia, quella degli anni novanta, forte, ramificata e organizzata talmente tanto da commettere stragi come quelle di Falcone e Borsellino.

E che dire di Padre Luigi Ciotti? Fondatore del Gruppo Abele: una ONLUS nata per aiutare moltissime vittime dell’indifferenza sociale. Con il suo dormitorio (senza percepire alcun aiuto dallo Stato) ci ha dato modo di reputarlo un grande uomo, con o senza tunica.

Attivo contro lo spaccio di droga e fondatore, sempre nello stesso centro, de: L’università della strada. Questi sono alcuni esempi di molti “altri” preti; non le vittime sacrificali di uno stereotipo dozzinale di massa. I veri “Don” esistono ancora e con loro i beati e i santi. Non sono diversi da chiunque abbia compiuto un giuramento, e per questo la loro responsabilità è maggiore nei confronti di un credo. Il Carabiniere giura allo Stato italiano obbedienza e fedeltà, un medico lo fa davanti a Ippocrate e loro, i preti, l’hanno fatto dinnanzi a Dio. Vedremo se anche Papa Francesco aiuterà questa classe dimenticata di missionari di ogni giorno e renderà giustizia alla loro vocazione spirituale per l’altrui persona, non facendoci solo conoscere la faccia scura di un clero deviato. Che il detto: “Cloro al clero” , cioè avvelenare la Chiesa, venga scritto su di un cartello e affisso sul muro in cui vive un prete pedofilo, ladro o corrotto e non scritto sulla statua di un Santo.

(F.B.)

1 Commento su La Chiesa dei veri missionari

  1. complimenti un articolo giusto che mette in evidenza come in tutti i luoghi esiste un lato positivo e uno negativo e questo articolo lo mette molto bene in evidenza verso tutti i sacerdoti e suore che lottano per i ragazzi, contro la mafia , al fianco delle le famiglie anche rimettendoci la propria vita nell' amore di Dio, in cui credono fermamente e sono un aiutano per la societa'.Purtroppo molto spesso dimenticati dalla ricchezza dello stato in cui vivono il Vaticano..e da noi che vediamo soltanto il lato negativo delle vicende che lo riguardano dai tempi antichi.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche