La chiesa e l’IMU, ecco le novità COMMENTA  

La chiesa e l’IMU, ecco le novità COMMENTA  

La chiesa non paga l'IMU, evasi 19 milioni a Roma
La chiesa non paga l'IMU, evasi 19 milioni a Roma

Anche Papa Francesco interviene in merito al mancato pagamento dell’IMU da parte della Chiesa.

Per anni le strutture di proprietà o legate alla Chiesa, che esercitavano una qualunque attività alberghiera o commerciale, purché legata ad una attività religiosa, non erano soggette ad alcun tipo di imposizione. Poi è arrivata l’Unione Europea che ha protestato, e con il governo Monti sono stati obbligati a pagare le tasse tutti quegli immobili della Chiesa che esercitavano attività economiche, come ospedali, alberghi e scuole.


Dal 2012 le strutture di proprietà della Chiesa, che svolgono attività con modalità non commerciali e cioè che offrono servizi gratuiti o ad un prezzo inferiore alla metà di quello del mercato, sono esenti dal pagare Imu e Tasi. Ora è emerso che, la maggior parte di queste strutture e sono moltissime, dichiarano di fare attività non commerciali, ma sono presenti su siti di settore tipo Booking Monastery ed offrono sistemazioni che possono essere definite molto più che commerciali. Sul sito sopra menzionato infatti, per 164 euro a notte, si può dormire in una camera super accessoriata, con ristorante che offre un menù personale in base alle proprie esigenze ma … la struttura in questione e che offre tale sistemazione, ha 320 mila euro di arretrati tra Ici ed Imu.


Dati alla mano, le strutture di Roma, che applicano la politica di attività non commerciale sono circa 300 e sono tutte gestite da enti ecclesiastici. Su quasi 300 strutture il 62% non è in regola con i pagamenti dell’IMU, anzi molte di esse non pagano neanche la tassa sui rifiuti.


Papa Francesco è intervenuto sostenendo che “I conventi servono per motivi religiosi, se si trasformano in alberghi è giusto che paghino le tasse come tutti gli altri”.

L'articolo prosegue subito dopo

I soldi da recuperare sono tantissimi, talmente tanti, che se si riuscissero a riacquistare non servirebbe tirar fuori neanche un centesimo di euro per i cantieri aperti in vista dell’imminente Giubileo.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*