La collezione Giulio e Vanna Ferrero: un patrimonio per la città di Cuneo COMMENTA  

La collezione Giulio e Vanna Ferrero: un patrimonio per la città di Cuneo COMMENTA  

Cuneo – La mostra, allestita presso gli spazi espositivi di Palazzo Samone (in via Amedeo Rossi, 4 – Cuneo) sarà aperta dal 2 marzo al 14 aprile 2013 e visitabile, con ingresso libero, nei seguenti orari: dal venerdì alla domenica dalle 16 alle 19.

«Questa mostra – dichiarano il Sindaco Federico Borgna e l’Assessore alla Cultura Alessandro Spedale – nasce dalla volontà di presentare alla comunità una parte dell’importante lascito della famiglia Ferrero, quello relativo alle opere d’arte donate alla nostra città. Si tratta di opere di grande livello che testimoniano il raffinato gusto artistico della coppia, che certamente anche i visitatori sapranno apprezzare. Oltre a questo, però, la mostra vuole essere prima di tutto un grande segno di gratitudine nei confronti dei nostri concittadini Giulio e Vanna Ferrero, che hanno voluto lasciare alla nostra città la propria eredità. Un’ azione che ha ancora più valore in un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove tutto ciò che ha a che fare con la politica sembra “sporco e cattivo”. Con questo gesto hanno dimostrato il grande amore per Cuneo e la fiducia nelle persone – sindaci, assessori, consiglieri e dipendenti – che hanno governato la “res pubblica” nel corso degli anni, oltre ad un oggettivo e prezioso sostegno al Comune in un periodo di grandi ristrettezze economiche.»

La collezione artistica di Giulio e Vanna Ferrero
La collezione di famiglia dei coniugi Ferrero si crea nell’arco della vita dei due coniugi e le opere acquisite per specifico interesse della moglie Giovanna ben si adattano alla preferenze della media e alta borghesia cittadina. Autori di spicco, quali Argentero, Bergesio, Bucci, Lattes, Maggi, Marsanasco, Mus, Sacheri, Steffenini e Zolla sono via via impegnati in soggetti paesistici, temi sacri, scene di vita popolare, figure di nudo.

Il coloratissimo vaso di Ego Bianchi con scene mitologiche, squisito pendant artistico delle ante di un mobile ad incasso decorate dallo stesso maestro cuneese, si affiancano alle due testimonianze di arte italiana tipicamente novecentesca: “Vita silente di frutta” di Giorgio de Chirico e “Ragazzo sulla spiaggia” di Filippo de Pisis.

Anche nella scelta degli arredi si avverte un gusto tutto personale ma figlio del suo tempo, a tratti sentitamente ridondante, come nelle tante specchiere con cornice, nella lampade ricche di volute e nel mobilio decorato da soggetti floreali, bucolici o in stile cinese. Il bel pezzo di valore, tuttavia, come si può vedere nel doppio corpo in radica di pieno Settecento, non fugge a chi ama l’arte e il buon gusto.

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La vita di un mecenate
Giulio Ferrero nasce a Cuneo nel 1917 ed eredita dal padre la passione per la montagna e la propensione per la medicina. Eccelle negli studi e partecipa attivamente alla vita sociale, sportiva e religiosa della sua città. Nel 1942 si laurea a Torino e subito dopo supera l’esame di abilitazione alla professione medico-chirurgica presso la Regia Università di Pavia. Nel dopoguerra il dottor Ferrero apre un proprio studio dentistico in via XXVIII Aprile e sposa Giovannina “Vanna” Bruno, figlia di una famiglia benestante di commercianti cuneesi con cui condivide l’amore per l’arte, i viaggi e una disinteressata filantropia. Mecenati verso tutti, giovani e bambini del terzo mondo in particolare, i coniugi Ferrero trascorrono la loro esistenza nella riservatezza e nell’amministrazione ragionata di un grande patrimonio.
L’ultimo atto di una vita pienamente vissuta si chiude con la volontà di Giulio di lasciare al Comune di Cuneo i beni che, a detta sua, «sono a Cuneo, si sono creati a Cuneo: è giusto che rimangano alla Città di Cuneo”.

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