La “colomba” Squinzi nuovo leader di Confindustria COMMENTA  

La “colomba” Squinzi nuovo leader di Confindustria COMMENTA  

Giorgio Squinzi
Giorgio Squinzi

Le previsioni indicavano una corsa punto su punto, e così è stato. Il nuovo Presidente di Confindustria, è Giorgio Squinzi, numero uno di Mapei, società leader nel settore della chimica per l’edilizia, il quale si è imposto per 93 voti contro 82. Dopo una campagna elettorale estremamente combattuta, la più tosta vista da Confindustria nella sua storia centenaria, l’associazione di Viale dell’Astronomia si ritrova in pratica spaccata come una mela. Anche a livello geografico, con il nord espressosi in massa per Alberto Bombassei  e il centrosud a premiare Squinzi. Grande sconfitto della battaglia, è comunque l’apparato elefantiaco che ha distinto negli ultimi anni Confindustria. Entrambi i candidati, infatti, si erano profusi in assicurazioni su una riforma della struttura per la quale concorrevano. La prima dichiarazione di Squinzi, ricalca quelle che di solito fa il vincitore di qualsiasi votazione: “Il mio obiettivo è essere il presidente di tutti. Darò una spinta importante nella direzione di trovare la crescita, questo paese ha bisogno di trovare la crescita. Sono per il dialogo continuo, ma non sono una colomba come, invece, sono stato descritto”. E dato che Squinzi è un grande appassionato di ciclismo (la Mapeiè un marchio storico del movimento italiano), ha voluto paragonare la sua vittoria a quelle di Oscar Freire, velocista spagnolo abituato a venire fuori negli ultimi cinquanta metri della corsa.

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Lo sconfitto, da parte sua, ha promesso leale collaborazione, sottolineando che il “risultato della giunta di oggi dimostra quanto sia ampia la realtà degli imprenditori italiani che spinge per un profondo cambiamento di Confindustria”. L’esito della votazione, però, lascia più di un ombra sul futuro di Confindustria.

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Tanto che Michelangelo Agrusti, presidente dell’Unione industriali di Pordenone, è arrivato ad affermare: “Il consenso che si è raccolto attorno a Bombassei rappresenta un risultato quantitativamente e qualitativamente di grande rilievo.

Numeri che rappresentano la stragrande maggioranza dell’industria del paese e la maggioranza assolutamente prevedibile dei voti in assemblea”. Insomma, la spaccatura è evidente. A vincere è stato, il blocco che si è concentrato attorno al mondo Fininvest (Fedele Confalonieri si è speso di persona e in modo molto forte per Squinzi) e alle società controllate dallo Stato.

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Adesso, resta da vedere gli esiti che questa battaglia avrà sulle successive mosse del fronte confindustriale. Se infatti Squinzi è visto come una colomba, non è detto che la sua politica potrà rispondere a questa etichetta, proprio in considerazione della forza della controparte, guidata da un falco come Bombassei, dietro il quale si è mosso in maniera pesante Marchionne. .

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