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La competizione del futuro passa dalle strategie di rete
Economia

La competizione del futuro passa dalle strategie di rete

Proposte da parte del mondo della consulenza all’imprenditoria nazionale

Finalmente, dopo tanta crisi, e con all’orizzonte un leggero spiraglio di ripresa, i consulenti propongono iniziative e temi sullo sviluppo delle aziende dopo l’esperienza della crisi e sull’opportunità del rilancio economico territoriale con il supporto delle reti. Il dibattito proposto in diverse sedi dell’associazione è quello del correre insieme, o meglio del concorrere insieme, titolo che già è metafora di voglia di riprendere a fare impresa locale, ma insieme, anche con il concorrente. Il tema è quello dell’offerta di spunti di riflessione per le aggregazioni aziendali, soluzione tesa a sanare gli ostacoli che l’imprenditoria incontra e a supportare il diffondersi di un clima culturale a favore della libera iniziativa.
Il progetto di rete d’impresa può essere una sorta di proposta operativa da offrire come spunto al mondo economico e che si può porre anche al giudizio della critica, quella positiva. Nel contempo può anche essere occasione per porsi all’attenzione del mondo politico, al fine di ispirarlo ad azioni agevolative per le imprese minori ed i cittadini in generale, prevedendo una serie di misure fiscali a favore di questi ultimi, supportando la formazione delle persone, la sicurezza negli ambienti di lavoro, la giustizia e l’etica professionale, l’accesso al credito e la sussidiarietà.

Sostenere le reti di impresa è un modo efficace di ricordare ai nostri imprenditori ed ai loro collaboratori, quando la crisi sarà veramente superata, che non si dovrà più ricominciare solo a lavorare sodo nel silenzio dei mass-media e delle rappresentanze, bensì, nel loro intraprendere quotidiano dovranno cominciare a venire con forza allo scoperto, alla ricerca di un riconoscimento più convincente. E per farlo è necessario stare insieme, fare rete d’impresa, poiché insieme si conta: allora sì che si faranno “cose da grandi”. Il supporto per queste iniziative di aggregazione è poi rivolto alle associazioni di categoria, in quanto presenza storica, assidua e competente del nostro territorio. Il loro apporto è essenziale e forte per l’avvio di una valida azione di aggregazione di imprese e cittadini. Una scelta coraggiosa tra aziende per fare strategia di rete supportata da associazioni ed istituti di credito locali può avere maggiori possibilità di successo per la sua realizzazione, diventando esempio e stimolo per molti altri soggetti, privati ed anche pubblici.

La rete proposta dai consulenti è un esperimento coraggioso di forme di solidarietà tra imprese, di creazione di fondi patrimoniali comuni, di creazione di regole e stretti legami tra aziende e lavoratori potenzialmente concorrenti tra loro, che invece possono unire le forze pur conservando le loro individualità. Animati da un reale spirito di squadra e mossi dalla consapevolezza che solo aggregandosi le imprese possono rispondere in modo competitivo alle richieste dei grandi clienti, la proposta della rete può essere il grande insegnamento da trarre dalla crisi economico-finanziaria che in questi anni, in un modo o nell’altro, ha segnato la vita delle nostre famiglie e della nostra comunità. Si vuole quindi ricordare a tutte le altre imprese del territorio che c’è un modo per uscire da questa crisi e dal nanismo tipico delle nostre aziende senza dover rinunciare a tutti i vantaggi che l’essere piccoli comporta. Piccolo è stato bello e vincente, però ora non basta più.

Con questa convinzione il mondo produttivo potrà guardare alle reti come soluzione per rimanere competitivi in un contesto economico e di mercato che è cambiato: oltretutto il progetto è aperto a tutti i settori del mondo produttivo, in modo tale da avere la massima condivisione poiché, d’ora in avanti, la competizione si giocherà non più a livello di singolo, ma di territorio. Le reti oggi sono una grande opportunità per rendere economicamente competitivi i nostri territori locali, un mercato formato anche da troppe aziende di piccolissime dimensioni. Questo in passato è stato un fattore di successo, ma con la crisi, e soprattutto con la globalizzazione, oggi rappresenta un elemento di criticità. Poiché la crescita dimensionale naturale delle imprese richiede molto tempo, con le reti si può diventare competitivi più velocemente. Pensiamo al potenziale di sviluppo che può crearsi tra imprese dell’hi-tech, della meccanica, del legno-arredo, del tessile. Il tema delle reti d’impresa è in primo luogo culturale.

E’ un tema che consente di superare la logica del distretto industriale ed anche del metadistretto, che in alcuni casi è stato un’evoluzione del primo. Le soluzioni di rete possono non avere alcuno schema predefinito; saranno un modello aperto che può coinvolgere più di un settore e di un territorio, facendo collaborare tra loro innovazioni di prodotto e di processo, facendo partecipare le banche, gli enti locali, le associazioni di categoria e, perché no, gli istituti professionali e le scuole tecniche del territorio che sono sempre più fondamentali per il trasferimento tecnologico. L’incontro di queste idee, di persone e di aziende dimostra come sia palpabile l’esigenza di fare sistema, ed in tale contesto si vuole anche ricordare alle associazioni di categoria del loro dovere di prospettare quelle che sono le opportunità offerte da una nuova logica operativa che può dare grande valore al sistema. La proposta spera di suscitare nell’intero sistema questa apertura che può riguardare l’aspetto commerciale, produttivo e di ricerca, interpretando la concorrenza come un concorrere insieme e non come vittoria o sconfitta delle imprese limitrofe.

Chi deve competere, nella logica della globalizzazione o soltanto per riprendersi dalla crisi e ripartire, è un territorio, un intero Paese. Il Papa stesso ci ricorda questi principi nella sua Enciclica sociale Caritas in veritate, affermando che: “il rispetto del ruolo e della dignità dell’uomo è nella cultura stessa delle nostre PMI”. E ancora: “la logica delle imprese è proprio quella di creare valore per i territori in cui operano”. Finalmente opinioni a confronto, idee, sussidiarietà e forse anche nuova cultura d’impresa. Discutere di strategia di rete significa tentare di creare situazioni vantaggiose di flessibilità, specializzazione, velocità nella risposta ai cambiamenti del mercato, qualità nei rapporti aziendali, creatività. Tutti elementi questi che hanno fatto crescere il nostro sistema produttivo locale e nazionale, ma che oggi rischiano di diventare frecce spuntate in mancanza di dimensioni aziendali adeguate alle nuove sfide competitive e alla necessità di presenza sui mercati più lontani e promettenti. Questo modo di conservare il buono dell’essere piccoli, unendo ai vantaggi del diventare grandi ed insieme conservando marchio e identità, si chiama solidarietà aziendale in rete di imprese e può trovare un laboratorio di idee in proposte ed iniziative come quelle di cui stiamo scrivendo.

Il creare una sorta di “contratto di rete” in cui ogni impresa fa gioco di squadra, ma conserva il suo volto. La via locale per diventare grandi: insieme per competere.

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