La Confagricoltura si augura che la Cina non aumenti i dazi sul vino europeo

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La Confagricoltura si augura che la Cina non aumenti i dazi sul vino europeo

Un ulteriore contenzioso commerciale internazionale rischia di mettere in difficoltà le produzioni vitivinicole europee ed italiane. L’indagine del governo cinese sulle esportazioni in dumping di vino europeo potrebbe, infatti, mettere a rischio un promettente mercato anche per le realtà vinicole della provincia di Cuneo, che da tempo hanno deciso di spingersi oltre confine con i loro prodotti.
È dall’estate scorsa, infatti, che l’associazione dei produttori cinesi ha chiesto al ministero del Commercio di indagare sull’aumento dell’export dei nostri vini, lamentando i danni che questo determina per le loro imprese. Ora le autorità cinesi sembrano determinate a dare seguito a questa richiesta e i produttori del vecchio continente potrebbero non reggere l’imposizione di nuovi dazi che bilancerebbero, nella lettura che è stata data a questo provvedimento, la proposta della Commissione europea di aumentare dall’11,8% al 47,6% in media i dazi sui pannelli solari importati in Europa dalla Cina.
“Non si deve assolutamente arrivare ad imporre nuovi dazi e siamo convinti che non vi siano elementi oggettivi per procedere in tal senso – ha commentato Confagricoltura –. Invitiamo dunque il Governo e le autorità comunitarie a trovare una soluzione prima di mettere a repentaglio un comparto ed un mercato per i quali le nostre esportazioni stanno raccogliendo successi importanti”.
Negli ultimi anni il ritmo di crescita delle importazioni cinesi dall’Europa è stato notevole scatenando le preoccupazioni dei produttori nazionali benché posizionati su tipologie diverse di offerta per prezzo e qualità.

Secondo il rapporto 2012 dell’Istituto Britannico International Wine and Spirit Research (IWSR), la Cina, con 19 milioni di consumatori abituali, è il quinto consumatore di vino al mondo dopo Stati Uniti, Italia, Francia e Germania. L’Italia negli ultimi anni ha colto bene la fase di espansione con l’aumento del flusso di export pari nel 2012 a 77 milioni di euro (in valore) e a 326 mila hl (in volume). Con un aumento negli ultimi cinque anni rispettivamente del 300% circa in quantità e del 400% in valore. L’avvio dell’indagine antidumping e l’eventuale imposizione di nuovi dazi potrebbero arrestare il trend positivo delle esportazioni in questo Paese a favore dei loro produttori nazionali.

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