La confessione del capostazione di Andria: “sto vivendo un incubo” COMMENTA  

La confessione del capostazione di Andria: “sto vivendo un incubo” COMMENTA  

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Vito Piccarreta, il capostazione di Andria nel momento dell’incidente in Puglia, ha parlato della vicenda con i giornali.

«L’ho alzata la paletta, certo che l’ho alzata. Ho dato io il via. Ma non è solo colpa mia». Reagisce così in un’intervista al Corriere Vito Piccarreta. Il capostazione di Andria non vuole essere considerato il capro espiatorio dell’incidente, che è diventato uno dei più gravi disastri ferroviari recenti della storia italiana. «Adesso tutti mi buttano la croce addosso, ma la vera vittima sono io».


La moglie difende il capostazione. «Da martedì non mangia e non dorme, continua a pensare a quel tremendo istante che ha segnato la sua vita.» Chiede che si rispetti il dolore e la privacy della famiglia. «Stiamo vivendo un incubo, soffriamo per le famiglie che hanno perso i propri cari ma non possiamo portarci tutto questo peso sulle spalle». Piccarreta viene dipinto da amici e familiari come un uomo distrutto, una persona seria e professionale travolta completamente dalla vicenda.


La questura smentisce le voci che dicono che il capostazione sia già stato interrogato informalmente. Intanto, è stato sospeso dal servizio. Raggiunto al telefono dal Corriere, il figlio del capostazione conferma lo stato in cui si trova Piccarreta.

«Non solo per le persone che viaggiavano sul treno. Ma anche per una cosa che molti sottovalutano: in quell’incidente ha perso dei colleghi».

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