La Corte di Cassazione: «Il saluto romano è un reato». Condannato un 50enne neofascista COMMENTA  

La Corte di Cassazione: «Il saluto romano è un reato». Condannato un 50enne neofascista COMMENTA  

FIRENZE – Il saluto romano è reato. Così come inneggiare al Fascismo o esaltare comportamenti razzisti. È la Corte di Cassazione a stabilirlo, giudicando «inammissibile» il ricorso con il quale Lorenzo F. (di 50 anni) ha cercato invalidare la pena inflittagli dalla Corte d’Appello di Firenze il 3 novembre del 2010.


La sesta sezione penale della Cassazione, con la sentenza 35549, ha confermato la pena inflitta all’uomo che, insieme ad altre persone, durante una «pubblica riunione» tenutasi a Firenze il 23 aprile del 2005, aveva compiuto il saluto romano scandendo «slogan inneggianti al razzismo e al regime fascista».


La Cassazione, nel confermare la condanna, ha precisato che «il giudice d’appello ha fondato il proprio convincimento sulla circostanza che gli imputati erano soggetti già noti alle forze di Polizia per la loro partecipazione ad altre manifestazioni del genere».

Infatti, il 50enne neofascista è un pregiudicato noto alle forze dell’ordine, in particolare alla Digos e alle Questure della Toscana. L’uomo, come hanno esposto i giudici,  aveva «la parte inferiore del volto coperta da una sciarpa» che, purtroppo per lui, non ne ha impedito il riconoscimento, ma anzi ne ha aggravato la posizione giudiziaria.

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L’identificazione del neofascista è stata resa possibile grazie alla testimonianza di un poliziotto.

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