La crisi aumenta il il razzismo

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La crisi aumenta il il razzismo

A dirlo è un’indagine dell’Enar, una rete costituita da più di 700 Ong di tutti gli Stati dell’Unione europea. Il “Rapporto ombra” dell’associazione considera il 2010 e il 2011 e viene reso noto oggi, essendo la Giornata Internazionale contro il razzismo. Esso mostra che gli immigrati si trovano in tempi di crisi più in difficoltà di tutti i campi: occupazione, istruzione, abitazione ed anche sicurezza.

In Spagna, nel Regno Unito e in Bulgaria, per esempio, è più alto il tasso di disoccupazione e licenziamenti degli immigrati è piuttosto alto ed in Irlanda tassisti africani hanno denunciato di aver subito discriminazioni, cercando lavoro.

Rispetto alla salute in Romania l’aspettativa di vita dei rom è 10 volte più bassa di quella dei rumeni e quasi la metà dei bambini rom non viene vaccinata (colpa solo delle istituzioni rumene?) e la maggior parte degli studenti che abbandona la scuola è rom.

Uno studio del luglio 2010 sui centri di detenzione in Germania ha mostrato gli effetti sulla salute mentale di numerosi richiedenti asilo.

La violenza contro gli immigrati è in crescita, con il maggior successo dei partiti di estrema destra.

Lo si vede nel Regno Unito, in Danimarca, Ungheria, Grecia e Polonia.

Discriminazioni per gli alloggi e le case sono state registrate In Belgio, Danimarca, Austria, Lituania, Svezai, Spagna, Finlandia, Irlanda, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Malta e Polonia. Gli insediamenti rom nella Grecia a rischio di bancarotta sono lontani dai centri abitati e macano per esempio di acqua potabile ed elettricità.

Riguardo alla scuola abbiamo già parlato del caso dei rom rumeni e in Austria molti immigrati frequentano scuole speciali.

Per quanto concerne la giustizia, è stato registrato che questa discrimina spesso persone di origine africana e le politiche dell’Ue sull’immigrazione sono diventate più restrittive (controllo delle frontiere, diritto di residenza).

Il Presidente di Enar, Chibo Onyeji, è preoccupato per tale situazione, in particolare perchè nella Giornata Internazionale contro il razzismo si vede “che razzismo e discriminazione continuino ad essere così pervasivi in tutta l’Unione europea. I politici devono dimostrare capacità di guida e trasmettere con forza il messaggio che l’uguaglianza nell’accesso al lavoro, alla casa e all’istruzione sono cruciali per costruire una società prospera e coesa, che è ancor più necessaria in tempi di crisi economica.

Non possiamo permetterci di respingere ai margini interi settori della popolazione europea”, ha detto a Libero.it

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