La crisi come occasione del rilancio COMMENTA  

La crisi come occasione del rilancio COMMENTA  

Riorganizzare il sistema economico con responsabilità e senso civico: le occasioni fornite dalla crisi

La crisi di carattere globale ha portato grande incertezza nel sistema economico. C’è sfiducia tra le banche, tra le imprese e tra le famiglie. Gli istituti di credito sono chiamati a rimettere in circolo la liquidità e a reinvestire nel sistema. Le famiglie si devono impegnare ad incrementare i consumi, che sono indice di qualità di vita. Anche nella pubblica amministrazione si sta cercando di intervenire realizzandone la modernizzazione, il miglioramento dei servizi e la riduzione degli sprechi. In questo settore, per combattere la scarsa produttività e l’assenteismo, occorre implementare un serio sistema che riconosca e premi il merito laddove sia effettivamente presente. L’etica della responsabilità vale nel pubblico e nel privato, vale per i lavoratori, per le imprese e per le banche. Per le imprese produttrici di beni e di servizi, il principale problema è costituito dalla crisi di liquidità e dal relativo impatto sulla pianificazione degli investimenti aziendali. Le aziende devono analizzare la propria situazione per verificare l’esistenza di un’eventuale riserva di valore, che possa rappresentare un’opportunità di miglioramento e di cambiamento. Nel ciclo di vita di un’impresa, la crisi aziendale rappresenta uno stato che è sicuramente preceduto da segnali. Questi avvertimenti, se affrontati con opportune azioni, possono trasformarsi in un’occasione di rilancio e di sviluppo. Se la crisi colpisce un’azienda ben preparata ad affrontarla, si potranno effettuare correzioni, altrimenti sarà necessaria una vera e proprio strategia di ristrutturazione o, nella peggiore delle ipotesi, addirittura la liquidazione. L’impresa in crisi risulta insolvente nei confronti dei creditori, con evidenti difficoltà nell’adempiere alle proprie obbligazioni nei confronti dei terzi. La ristrutturazione è razionalizzazione e rinnovo tecnologico degli impianti, per riprendersi dalla crisi. La riorganizzazione consiste nel migliorare l’efficienza e la qualità produttiva. La riconversione crea nuovi cicli produttivi. Per le imprese sane, l’obiettivo è il rafforzamento della propria posizione competitiva e l’accrescimento del proprio valore economico. Si possono ipotizzare tre differenti situazioni che rappresentano i differenti atteggiamenti che le aziende assumono verso l’ambiente esterno: il primo caso è quello in cui l’impresa non desta necessarie attenzioni ai mutamenti dell’ambiente in cui opera e che possono essere causa di situazioni di dissesto. Il processo di ristrutturazione è perciò finalizzato alla sopravvivenza; il secondo scenario è rappresentato dall’impresa che sceglie di seguire i cambiamenti ambientali e, per non farsi cogliere impreparata, anticipa i necessari adattamenti nella strategia e nella struttura; mentre nel terzo, l’impresa cerca nuove opportunità di creazione del valore ed è in grado di anticipare e di influenzare il contesto competitivo in cui opera, riuscendo a governare il rischio derivante dall’incertezza. Per mantenere alti i tassi di crescita dell’economia e del tenore di vita delle popolazioni, servono periodicamente nuovi mercati e nuovi spazi economici. Possono essere creati con la forza e l’occupazione, oppure possono essere creati con il progresso e l’innovazione. La crisi economico-finanziaria può trasformarsi in un’occasione per la comune e realistica edificazione della buona vita e del buon governo. Non esistono ricette miracolose che permettano di guarire l’economia malata in un breve istante, ma c’è una parola che può essere il fondamento della medicina: responsabilità. Ciascuno di noi deve fare la propria parte in modo responsabile e rispettoso, avendo il coraggio di proporre e pretendere un modello di sviluppo sostenibile. L’insegnamento che bisogna trarre da questa crisi, è l’acquisizione di un maggior senso di responsabilità economica e civica, accompagnata da un intervento di Governo, attento alla riduzione della spesa pubblica e ad una sollecita semplificazione fiscale a favore delle imprese, per una ripresa più veloce. Le crisi economiche sono cicliche ed anche dalle più gravi, alla fine, si esce.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*