La crisi consegna l’Europa alla destra estrema: campanelli d’allarme da Grecia e Francia

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La crisi consegna l’Europa alla destra estrema: campanelli d’allarme da Grecia e Francia

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Le recenti elezioni svoltesi in Francia e Grecia ci danno un dato che qualcuno, colpevolmente, sottovaluta: la prepotente avanzata della destra estrema. Se da un lato, storicamente, la crescita della destra estrema e la xenofobia vanno di pari passo con l’acuirsi della crisi economica, dall’altro non bisogna restare indifferenti ai risultati ottenuti dal Fronte Nazionale in Francia, che con il suo 18% delle preferenze diventa il terzo partito, e quelli ottenuti dal partito filo-nazista Chrysi Avgi (Alba Dorata) in Grecia con il 6,9% delle preferenze. Risultati del genere sono incompatibili con la strada del multiculturalismo intrapreso da decenni dall’Europa. L’avanzare della destra sono un indice dell’accrescersi di un disagio sociale che vede nello straniero il responsabile della crisi. Una distorsione della realtà che porta a una pericolosa deriva. L’uscita dalla crisi non passa certo dalla chiusura all’altro e dal protezionismo eppure, la tendenza sembra essere questa.

Certo, la democrazia non è in pericolo, non ci sono rischi di dittature, colpi di stato e quant’altro ma, il problema non è tanto all’interno delle sedi parlamentari francesi e greche. Il vero problema è tra le strade, tra i cittadini comuni che estremizzano le loro posizioni, svoltando verso pericolose ideologie che si alimentano d’intolleranza e che seminano odio.

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