La crisi non risparmia le cooperative

Bologna

La crisi non risparmia le cooperative

Crisi anche nel mondo delle cooperative, uno dei pochi che era riuscito a rimanere in piedi limitando i danni nonostante la crisi. Ne parla Paolo Cattabiani, il presidente di LegaCoop regionale facendo riferimento ad un un rapporto sulle previsioni occupazionali di 78 cooperative  grandi e piccole monitorate per verificarne l’andamento. A tutt’oggi quasi un quarto delle cooperative ha in programma tagli del personale cosa che, fino ad un paio d’anni, fa era un fenomino limitato a solo il 10% di esse. Anche in Emilia-Romagna, una regione dove questo tipo di istituzione ha da sempre costituito un forte ammortizzatore sociale (circa 150mila occupati nel settore e appena lo 0,6% di cassintegrati fino a giugno) è cambiato qualcosa a partire dalla seconda parte del 2011. Una quindicina di cooperative è a rischio chiusura. Tre, a detta del presidente di LegaCoop, le principali ragioni: il perdurare della crisi, i ritardi del pubblico nei pagamenti, i margini d’azione sempre più risicati. “Siamo preoccupati ma non rassegnati e intendiamo reagire con tutte le nostre forze” rassicura Cattabiani e accenna ad un primo provvedimento che riguarderà le società in crisi volto ad abbassare la tensione finaziaria e seguito da una velocizzazione dei processi di fusione ed accorpamento tra le realtà più piccole e fragili. Tutto questo non sarà sufficiente, avverte, se le banche non ricominceranno a dare credito e il settore pubblico non farà la sua parte.

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Alessandra V. Massagrande

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