La denuncia di una madre italiana: “Il mio ex ha rapito la mia bambina e l’ha nascosta in Siria” COMMENTA  

La denuncia di una madre italiana: “Il mio ex ha rapito la mia bambina e l’ha nascosta in Siria” COMMENTA  

  Ancora una volta una madre italiana denuncia il rapimento del figlio, una bambina di 21 mesi, da parte  del padre musulmano. Lei è Alice Rossini, 31 anni, ed abita a Velasca, una frazioncina del comune lombardo di Vimercate. Lui è Kharat Mohammed , soprannominato “Nadim”, 25 anni, è siriano è ha portato nel suo Paese d’origine la loro piccola Houda Emma.


“Adesso voglio vedere cosa fai. Siamo in Siria …” ha scritto probabilmente lo stesso Kharat Mohammed ad Alice Rossini in un sms inviato lunedì mattina e localizzato nei pressi di Damasco. Mamma Alice rischia di non vedere più la sua bambina.


Nadim è stato denunciato per sottrazione di minore ai carabinieri di Vimercate e ora è ricercato dall’Interpol. Per Houda Emma hanno iniziato a muoversi il Ministro degli Esteri e l’ambasciata italiana nella capitale siriana.


Con padre e figlia si sarebbe imbarcata da Milano/Malpensa una donna italiana, Sabrina Colnaghi, di Cornate d’Adda. Ha interpretato, forse inconsapevolmente, il ruolo di vera madre della bambina per ingannare gli agenti di sorveglianza dell’aeroporto. I tre hanno preso il volo per Atene e da allora si è persa ogni traccia di loro. Non si sa come abbiano potuto raggiungere Damasco, né è certo se ad inviare quell’sms minatorio ad Alice Rossini sia stato davvero Nadim o magari uno dei suoi tanti amici con cui chattava sui social network.

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Il giovane era sparito il giorno prima, domenica. La mattina, come faceva ogni fine settimana da due mesi, cioè da quando lui ed Alice si erano separati, Nadim era andato a prendere la loro bambina per trascorrere la giornata con lei. Aveva detto alla moglie che gliel’avrebbe riportata un po’ più tardi, alle 20, a causa di una cena di famiglia. Invece da allora Alice non ha più visto sua figlia.

Alice si era innamorata di Nadim 4 anni prima, erano andati a vivere insieme, lei l’aveva aiutato a regolarizzarsi e poi sposato. L’inferno è iniziato dopo la nascita della piccola Houda Emma: il marito aveva preso a maltrattare e picchiare mamma Alice. Così quest’ultima, lo scorso agosto, ha deciso di prendere la figlia e lasciare la casa comune di Cornate d’Adda, per tornare a vivere a Velasca.

Nadim ha iniziato a pedinarla e a minacciarla di morte: “Aveva cominciato a pedinarla minacciandola di morte: “Stai attenta, finché io vivo non ti potrai rifare una vita”, “Se mi lasci ammazzo te e la bambina”, le diceva.

Alice l’aveva denunciato due volte a distanza di una settimana. In seguito era intervenuto uno zio del giovane per mediare e si era stabilito che lui avrebbe potuto vedere la bambina il sabato e la domenica, dalle 10 del mattino alle 6 del pomeriggio. In attesa di essere separato per legge dalla moglie.

L’avvocato di Alice, Cristina Ravasi, ha confermato che l’accordo si sarebbe dovuto formalizzare in questi giorni.

Tuttavia Nadim progettava la fuga con la piccola Emma da mesi. Prima dell’estate aveva lasciato il proprio passaporto a casa della moglie, prendendo quello di lei e quello della bambina, con la scusa di chiedere a Roma un visto. Lui aveva proposto ad Alice di trascorre una vacanza ad Aleppo dalla sua famiglia, prima della separazione ed Alice gli aveva creduto. Invece Nadim si era rifatto il passaporto per portare Emma in Siria. Un piano perfetto.

Ora la donna chiede che le sia ridata la sua bambina e non è la sola. Da mesi  Marzia Tolemeo, 31 anni, residente nel milanese, lotta per riavere la piccola Martina, portata dal padre in Tunisia.

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