“La donna dei fiori di carta”, il ritorno di Donato Carrisi

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“La donna dei fiori di carta”, il ritorno di Donato Carrisi

Se, come disse Victor Hugo, i veri grandi scrittori sono quelli il cui pensiero occupa tutti gli angoli e le pieghe del loro stile, allora Donato Carrisi incarna alla perfezione l’ideale del grande scrittore. E non si tratta di semplici chiacchiere da salotto: i suoi libri sono autentici capolavori. Ce lo ha dimostrato nel 2009 con il suo primo romanzo “Il suggeritore” – vincitore, tra l’altro, del Premio Bancarella – per poi riconfermarsi nel 2011 con “Il tribunale delle anime”, entrambi editi Longanesi. Adesso, dopo appena un anno dall’ultima fatica, eccolo fare nuovamente capolino tra gli scaffali delle librerie, pronto a deliziarci con la sua nuova produzione, “La donna dei fiori di carta”.

Se si trattasse di un gioco del tipo “Trova le differenze”, sarebbe a prova di bambino: “La donna dei fiori di carta” si discosta completamente dallo stile giallista purosangue cui Carrisi ci ha abituato, per abbracciare, come hanno fatto di recente anche Giorgio Faletti e Margaret Mazzantini, il romanzo breve – o racconto lungo, dipende dai punti di vista.

Le sue 176 pagine trascinano il lettore indietro nel tempo, più precisamente negli anni del primo conflitto mondiale, in quella cattedrale di ghiaccio chiamata Monte Fumo, dove due uomini, un condannato a morte e un medico, scoprono, pur essendo nemici, di essere uniti da un legame profondo e da una domanda, pungente e assillante: chi era l’uomo che fumava sul Titanic?

Con questo romanzo Donato Carrisi non solo ci ha regalato una storia fantastica e ben scritta, ma ha dimostrato a tutti di possedere una versatilità fuori dal comune. Riuscire a modificare il proprio stile in così poco tempo per proporre al pubblico un nuovo tipo di prodotto è un’iniziativa che certi scrittori hanno pagato a caro prezzo. Carrisi, al contrario, ha saputo soddisfare ancora una volta l’insaziabilità dei lettori italiani, notoriamente poco attivi ma incredibilmente critici – nel senso buono del termine. A pochi giorni dall’uscita “La donna dei fiori di carta” è già un successo, e se persino Micheal Connelly e Ken Follet hanno osannato lo scrittore pugliese, significa che Donato Carrisi è veramente un autore con la “A” maiuscola.

Filippo Munaro

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