La Fiat elabora il kit del capo per spiegare il nuovo contratto COMMENTA  

La Fiat elabora il kit del capo per spiegare il nuovo contratto COMMENTA  

Sergio Marchionne
Sergio Marchionne

Il futuro assomiglia maledettamente al passato, almeno a giudicare da quanto succede in Fiat. Ove, dopo aver praticamente estromesso dalla contrattazione il sindacato più rappresentativo, la FIOM, adesso arriva il kit del capo, col quale i responsabili di reparto della Fiat spiegheranno a operai e impiegati i vantaggi del nuovo contratto di lavoro.

Un kit composto un libretto di istruzioni e un video nel quale un uomo spiega: “Per superare anni di norme non più al passo con i tempi ecco un contratto che garantisce flessibilità e governabilità degli stabilimenti”. Manca solo qualche immagine di Kim Il Sung o un bel cartello all’entrata con la scritta “Arbeit Macht Frei”, per riportare gli operai ai tempi in cui dovevano solo lavorare e non tediare la proprietà con le loro richieste.

E se la FIOM afferma che in questo modo l’azienda si sostituisce ai sindacati, la stessa replica: “Quello del nuovo contratto è un cambiamento epocale in Italia.

E’ giusto che lo spieghiamo ai nostri dipendenti”. Dal che si evince che una delle pietre dello scandalo, il tempo delle soste, verrà impiegato per ascoltare la voce del padrone.

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Di questo passo, la catena di montaggio nella versione di Charlie Chaplin rischia di diventare un tappeto di rose. Quella che qualcuno chiama operazione comunicazione e che nei regimi totalitari si chiamava e si chiama propaganda, è partita da qualche settimana e ha la funzione di spiegare il nuovo contratto entrato in vigore dal primo gennaio. La domanda che ci si potrebbe porre, di fronte ad una operazione simile, è la seguente: ma se ancora lo debbono capire, gli operai della Fiat cosa hanno votato? Comunque, per essere sicuri che i dipendenti capiscano bene, in azienda hanno pensato di elaborare un cofanetto, con la scritta in bella evidenza: “Il coraggio di cambiare insieme”. All’interno, oltre al CD con un filmato di sei minuti da proiettare ai dipendenti, c’è un vero e proprio kit diviso in cinque fascicoli. Tre opuscoli sono riservati ai capi e illustrano in quale modo organizzare la riunione dei dipendenti e risultare più convincenti nella presentazione del nuovo accordo. Nei “consigli operativi per organizzare gli incontri” si raccomanda di organizzare riunioni di una ventina di dipendenti, della durata di 30 minuti per gli impiegati e un quarto d’ora per gli operai. Se nelle stesse i dipendenti osano avanzare critiche negative, il capo (o il Kapo’?) deve chiedere il perché e far notare che la critica rallenta la riunione, che ha un tempo limitato. Insomma, la nuova democrazia sindacale in salsa Fiat assomiglia tanto ad una delle epoche più buie della storia d’Italia.

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