La gestione d’impresa nei moderni scenari economici

Economia

La gestione d’impresa nei moderni scenari economici

Proposte e riflessioni sul nuovo modo del fare impresa
Tutto il mondo economico è concorde nel fatto che la nostra economia deve tornare a crescere, sia per il mantenimento del tenore di vita a cui siamo ormai abituati, sia per reggere il debito pubblico. Il problema è che il nostro Paese ha una capacità produttiva satura e che le nostre PMI sono orientate su prodotti nei quali si focalizza la concorrenza dei paesi in via di sviluppo. E’ quindi necessario riflettere a fondo su quello che effettivamente serve per tornare a crescere, considerando anche che ciò deve avvenire in un contesto molto più ostico rispetto a quello del passato. Nel nostro contesto europeo è allora necessario puntare sulla valorizzazione degli elementi intangibili della nostra industria, un campo questo che ancora i paesi in via di sviluppo sono ben lontani dall’aver capito. La creazione di valore intangibile è quello finalizzato, ad esempio, alla valorizzazione delle persone, al piacere di trasmettere conoscenza.

Ed in tempi di pessimismo e crisi economica, il degrado formativo e di cultura in generale diventa ancora più accentuato. Trasmettere cultura è allora una piccola fiammella che riaccende la speranza di un mondo migliore. Il prototipo che si può raccontare è il processo di gestione aziendale, di organizzazione dell’azienda nel suo quotidiano per poter ottenere un migliore modo di affrontare il proprio impegno per la crescita aziendale e della persona che in essa opera ed agisce. Riuscire nell’intento di perfezionare l’organizzazione del lavoro in azienda permette di focalizzare meglio gli obiettivi, di ottimizzare il tempo, di avere meno dispersione di denaro ed anche di trasmettere serenità e partecipazione all’ambiente aziendale. Ciò determina la possibile fidelizzazione dei collaboratori, con inevitabili vantaggi per l’azienda: minori costi per il turn-over, migliore immagine percepita all’esterno dai clienti, maggiore sicurezza di solidità trasmessa ai fornitori ed ai finanziatori, banche in primis, ma anche un possibile maggiore fatturato derivante da questa stessa immagine di sicurezza che l’azienda infonde.

Questo Istruire e formare le risorse umane, il capitale umano di un’azienda, alimenta lo spirito di gruppo dell’azienda, motiva le persone e le rende partecipi del progetto d’impresa. E’ un perfetto schema creativo di intangibles. Fare apprendere un qualcosa di nuovo alle persone, a noi stessi, motiva anche più di un aumento di stipendio. Certo, conta anche questo, soprattutto in fase di recessione, ma non basta più. Trasmettere il concetto che i collaboratori possono fare qualcosa per se stessi e per l’azienda: il riflesso di tale comportamento sarà poi riportato anche nella società, quindi anche una valenza sociale del progetto. Coinvolgere i collaboratori nei progetti aziendali è fonte di motivazione e fidelizzazione, soprattutto quando l’andamento economico generale è negativo o quando l’impresa è in crisi produttiva. E’ in questo esatto momento che l’imprenditore ed il collaboratore si rendono conto di quanto è grande la loro impresa. Nelle fasi di andamento negativo dell’econo¬mia tutti siamo chiamati alla responsabilità, per cogliere il lato migliore di quello che alcuni studiosi identificano e definiscono come “stress da crisi”, volendo significare il possibile effetto positivo di un evento negativo di cui il nostro sistema aziendale e Paese possono anche esserne concausa, ma avendo magari solo colpe minime.

La domanda da porsi allora è: da dove ripartire e da dove prendere le forze per far ricrescere le nostre imprese? La risposta può essere solo una: dalla persona e dalla sua capa¬cità di lavorare insieme agli altri. Il problema da risolvere nell’obiettivo di crescita dell’azienda è nell’orizzonte in cui si colloca il fare impresa. Occorre sostenere una po¬sizione umana che guardi al vero valore duraturo del fare impresa, dove il bene dell’azienda ed il bene comune finiscono per coincidere. Lo schema di creazione di valore intangibile, per dare risultato e concretezza, deve essere trasmesso a tutti, messo in rete e promosso a modo di distretto. Perché è qui che si potrebbe anche arrivare in un processo di crescita. Inserire un’azienda che punta alla creazione di valore intangibile, attingendo dai sui valori umani e professionali, in un gruppo di altre aziende che possano anche creare distretti, aumentando per ognuna di esse il singolo valore d’azienda.

Il modello dei distretti per creare valore d’azienda non è assolutamente un modello superato, al contrario. Nell’attuale economia le imprese distrettuali possono aspirare ad una crescita significativa¬mente più alta rispetto alle imprese non distrettuali. Ma senza bisogno di pensare in grande, cioè appunto ai distretti, sempre nel piccolo, si può alimentare anche il solo spirito di un distretto e con esso trarre beneficio di sviluppo. Il fare associazione d’impresa, trasmettere l’un l’altro la conoscenza, innovare, comunicare, partecipare, formare, è fare distretto, rete d’impresa. Occorre quindi imparare da questo modello e sostenere la capacità degli imprenditori di aggregarsi per affrontare insieme quelle sfide che da soli non è possibile sostenere, per andare all’estero o anche solo ampliarsi sul mercato locale, per fare ricerca e sviluppo. Anche questo è crescita.

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