La giornata internazionale della donna COMMENTA  

La giornata internazionale della donna COMMENTA  

L’inizio del Novecento fu segnato dalla presa di coscienza della propria importanza nella società civile anche di quelle classi sociali tenute in disparte fin dagli albori della rivoluzione industriale come gli operai.

E in questo contesto, ben rappresentato dal celebre dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato, anche la donna cominciava a sentire la necessità di manifestare il bisogno di un posto più di rilievo nella società.

Già durante il VII Congresso della II Internazionale Socialista, tenutosi a Stoccarda a fine agosto 1907, si votò una risoluzione che impegnava tutti i partiti socialisti a combattere per ottenere il suffragio universale per le donne, venne creata anche una rivista Die Gleichheit (L’Ugaglianza) che divenne l’organo ufficiale delle donne socialiste.

L’anno dopo negli Stati Uniti partì un movimento femminista aperto anche alle “borghesi”, capeggiato dalla socialista Corinne Brown, che si impegnò per far istituire un Woman’s Day.

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Con successo visto che il Partito socialista americano decise di dedicare l’ultima domenica di febbraio ad una manifestazione per il diritto di voto delle donne; così il 28 febbraio 1909 fu celebrata la prima giornata della donna ufficiale, anche se limitata ai soli Stati Uniti. Questo successo, insieme alla buona riuscita del lungo sciopero che 20000 camiciaie newyorkesi condussero per mesi, portarono ad indire una Conferenza internazionale delle donne socialiste il 26 e il 27 agosto 1910 a Copenaghen, durante la quale tra le altre cose si discusse l’istituzione della Giornata internazionale della donna. Questa, mentre in America continuava a svolgersi l’ultima domenica di febbraio, in Europa cominciava lentamente a diffondersi. In Francia la prima ci fu il 18 marzo 1911, in occasione del quarantennale della Comune di Parigi, il giorno dopo in Germania ed Austria, a ricordo dello stesso giorno del 1848 quando l’imperatore fece la promessa, che in seguito non mantenne, di concedere per la prima volta il voto alle donne. In Russia invece, dopo un primo tentativo nel 1913 impedito dalla polizia zarista, ci fu una nuova manifestazione l’8 marzo 1917, in piena guerra mondiale, con una sfilata di donne che chiedeva la fine del conflitto. In seguito la protesta si allargò sfociando in quella che sarebbe divenuta la Rivoluzione Russa. Fu proprio per celebrare qual giorno che durante il congresso dell’Internazionale del 1921, avendo il bisogno di scegliere una data che fosse comune in tutto il mondo, si scelse l’8 marzo come Giornata internazionale dell’operaia  (poi diventata più semplicemente donna). La prima tenutasi in Italia fu il 12 marzo (prima domenica successiva all’8) 1922. L’isolamento del movimento comunista dal resto del socialismo internazionale, più le vicende successive alla Seconda Guerra mondiale, portarono ad un graduale offuscamento delle reali origini storiche della manifestazione. Cominciarono a circolare leggende al riguardo, la più diffusa delle quali era quella secondo cui l’8 marzo si celebravano le centinaia di operaie morte nel rogo di una fabbrica tessile a New York, ricalcando probabilmente la reale vicenda della fabbrica newyorkese Trangle, nel cui incendio avvenuto il 25 marzo 1911 perirono 146 operai, la maggior parte donne emigrate dall’Europa; leggenda ancora in voga nei giorni nostri. La mimosa cominciò a diventare simbolo di questo giorno nel secondo dopoguerra, quando venne scelto dall’Unione Donne Italiane in quanto fioriva proprio i primi giorni di marzo.

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